SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  A cosa serve un punto? Non a mantenere una posizione soddisfacente visto che ci si ritrova ancora penultimi. Neanche a tenere a distanza la concorrenza, semmai a rinsaldare il distacco. Occasioni come quelle con il Lumezzane non pendono dagli alberi. Tanto più se arrivate quasi inaspettate, dopo un primo tempo rossoblu tutto da dimenticare.

Si era detto che, volendo evitare la roulette russa dei play-out, la Samb non solo deve vincere tutti gli incontri casalinghi ma riuscire anche a fare un colpaccio in trasferta in modo da incamerare punti per quando si dovrà rendere visita ad avversarie ben più agguerrite della squadra lombarda. L’occasione ci era stata servita su di un piatto d’argento. I commenti a fine gara dei protagonisti della partita erano improntati a “rabbia” e “irritazione” per il successo sfumato.

Sentimenti che, casomai, appartengono ai tifosi. Come giustamente fanno rimarcare la stragrande maggioranza dei commenti in coda al resoconto-web dell’incontro, una volta andati in vantaggio con un micidiale uno-due si doveva difendere il risultato con i denti. Qualcuno attribuisce a Moi parte della colpa per il gol del pareggio del Lumezzane. Non dimentichiamoci che il centrale rossoblu non giocava da almeno quattro partite.

Sono altre le defaillance: tipo la prestazione assolutamente anonima di Nikola Olivieri. Del fantasista abruzzese si potrà dire di tutto meno che non abbia talento e doti tecniche da vendere. Ma viene impiegato male. E’ una mezza punta? O un centrocampista offensivo? Nel primo ruolo, quello nel quale viene schierato puntualmente nella Samb, non ha mai convinto appieno. Nel secondo, che di solito ricopre in Nazionale, fa faville. Coincidenze?

Quando scende in campo il ragazzo corre e s’impegna come gli altri ma fa rabbia vedere tanto potenziale non sfruttato a dovere. E il cielo sa se la Samb ha bisogno di un play-maker in grado di rifornire le punte con aperture e lanci capaci di sorprendere le difese avversarie. La verità è che l’undici di D’Adderio non si può permettere di cambiare modulo per un giocatore che deve ancora dimostrare di meritarsi tanto. Ed ecco allora la situazione del cane che si morde la coda.

La Samb gestione D’Adderio non si sta comportando poi così male: se fossimo ad inizio campionato. Purtroppo mancano undici giornate alla fine, siamo penultimi in classifica e, per dirla tutta, continuando di questo passo c’è da augurarsi che al Venezia non venga riconosciuto il ricorso che ha presentato per la penalizzazione inflitta.

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