Da Riviera Oggi numero 763

ACQUAVIVA – Viabilità, l’opposizione prende l’iniziativa e anche tramite dei manifesti chiede all’amministrazione comunale di rimuovere la rotatoria di via Falcone.
Il capogruppo di “Progetto per Acquaviva” Daniela Straccia sostiene: «Sono successi già quattro incidenti in quel punto, il fatto è che la rotatoria non è neanche ben visibile di notte. L’asse stradale è spostato verso l’esterno, i segnalatori sono stati buttati giù nel corso degli incidenti che si sono verificati. Inoltre a chi esce dalla vicina lottizzazione Giacinti andare verso il paese risulta difficile, tanto che si è costretti ad aggirarla. Ripeto, secondo me non serve ed è pericolosa, perché non toglierla?».
Daniela Straccia, già candidata sindaco nelle ultime amministrative, ribadisce poi che secondo lei «le rotatorie sono necessarie in altri punti del paese, ma non lì. L’ho ribadito in Consiglio. Magra consolazione è il fatto che almeno non sia stata realizzata con i soldi pubblici, visto che è stata fatta nell’ambito della vicina lottizzazione privata».

Sulla paternità del manifesto, Daniela Straccia ribadisce che si tratta di una iniziativa concordata con gli altri tre consiglieri di minoranza Giuseppe Rossi, Nello Gaetani e Giovanna Olivieri.
«Gli altri della lista non ne erano a conoscenza. Li ho chiamati più volte per le riunioni, alcuni non rispondono o non richiamano. Alcuni hanno manifestato l’intenzione di non impegnarsi più nella lista civica. Comunque, ribadisco che colui o coloro che intendono impegnarsi con noi sono tutti ben accetti».
La candidata alle amministrative Marianna Spaccasassi invece fa notare: «Non condivido lo spirito di quel manifesto. Sono sorpresa negativamente, perché non sono stata mai chiamata in causa».
LA CURIOSITÁ Tornando a Daniela Straccia, l’esponente dell’opposizione fa notare un fatto paradossale. «Il Comune di Acquaviva ha una convenzione con l’agenzia Aipa per la riscossione delle tasse sulle pubbliche affissioni. Ma non con la sede Aipa di San Benedetto ma con quella di Ascoli. Perciò per pagare queste tasse e affiggere dei manifesti un acquavivano è costretto a recarsi ad Ascoli. Mi sembra decisamente scomodo oltre che paradossale».

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