SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Medico chirurgo, specializzazioni in: “Malattie veneree, dermatologia estetica, medicina estetica”. Questa la denominazione che il sedicente “luminare” apponeva sui timbri delle ricette che consegnava ai suoi ignari pazienti. Solo che, della professione, non aveva neanche l’abilitazione da semplice estetista. Inutile dire che non aveva sostenuto nessun esame di stato, non era iscritto ad alcun albo nè poteva esibire una qualsiasi laurea in medicina. Anche se, da almeno dieci anni a questa parte, esercitava tranquillamente la professione spacciandosi per “primario del reparto di Dermatologia all’Ospedale Torrette di Ancona”.

Questo l’incredibile caso di millantata professionalità scoperto dal Commissariato della Polizia di San Benedetto diretto da Marco Fischetto. Il “dottore” corrisponde al nome di Saverio F. 56enne residente in un piccolo paesino del maceratese. Il “gabinetto” si trovava presso un istituto di estetica in zona Agraria a Porto d’Ascoli. Il caso è venuto alla luce grazie alla segnalazione dei poliziotti di quartiere che da settembre operano in quella zona. Nel loro consueto giro di pattugliamento avevano più volte sentito i residenti vantarsi del fatto che un “primario” di fama esercitava nella loro zona.

Dopo aver raccolto tutta una serie di testimonianze martedì 17 febbraio gli agenti del Commissariato, coordinati dal PM Adriano Crincoli, si sono presentati presso l’istituto di bellezza e sono entrati nel locale dove riceveva. Lo “studio”, riferisce la Polizia nella conferenza stampa di venerdì, consisteva in un bugigattolo di neanche quattro metri quadri ridotto in condizioni igieniche indescrivibili. Sopra ad un tavolo, buttati alla rinfusa, bisturi elettronici (di quelli a 1.200 gradi) e normali con la dicitura “vietata la vendita a personale medico”, una quantità impressionante di medicine, la maggior parte scadute, in formato “campione” di quelle che gli informatori medicinali regalano di solito ai medici e sostanze dopanti.

Appoggiato per terra un contenitore di azoto liquido che serviva per anestetizzare. Da una cartella saltavano fuori timbri e ricettari falsificati. Alcuni di quest’ultimi anche per riammettere bambini alle scuole dopo la malattia. Riceveva due ore a settimana. Con una media di almeno dieci pazienti a seduta per un onorario che si suppone aggirarsi sui 50 euro, rigorosamente senza fattura. Il fatto più grave è che, alle normali consultazioni, alternava vere e proprie operazioni quali la rimozione di nevi (nei) senza le minime precauzioni del caso quali, ad esempio, biopsie preventive.

Si calcola che, mensilmente, fossero addirittura una cinquantina gli “interventi” in tal senso. Persino i suoi stessi famigliari erano convinti di avere in casa una “autorità medica” di alto livello. Si era talmente immedesimato nella parte al punto che, all’anziana madre sofferente di cuore, diceva di aver prescritto lui stesso le medicine che si procurava recandosi da un “vero” medico. Mentre non si lasciava sfuggire l’occasione per presenziare e tenere relazioni a convegni e congressi di medicina.

Gli agenti hanno provveduto a sequestrare tutto il materiale con l’aggiunta di un computer personale. Requisita anche un’autentica arma sotto forma di un coltello da caccia che teneva in macchina molto probabilmente come arma da difesa. Siccome in questi casi, come rilevato dal Vice Questore Aggiunto Fischetto, secondo precise disposizioni di legge, le Autorità preposte devono limitarsi alla semplice denuncia a piede libero, si invita chiunque abbia avuto a che fare con il personaggio in questione a recarsi personalmente presso il Commissariato.

Difatti, a tutt’oggi, i capi di imputazione si limitano alla “Falsità ideologica in atti amministrativi” per le intestazioni di “medico chirurgico” apposto sui suoi personali documenti e “detenzione di arma impropria” per il coltello trovato in suo possesso. Sebbene operasse a Porto d’Ascoli da pochi mesi gli inquirenti hanno il forte sospetto che abbia agito presso altri centri di estetica dislocati sul territorio regionale. Mentre il personale di Polizia ha richiesto la consulenza del medico Marina Renzi, l’istituto è al vaglio delle Autorità per appurare se gli esercenti fossero a conoscenza delle reali credenziali del millantatore.

Nell’intento di aiutare il percorso delle indagini che prevedono ulteriori sviluppi, RivieraOggi.it mette a disposizione il suo sito per tutte le eventuali segnalazioni del caso.

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