TERAMO – Non ricevono lo stipendio da mesi e per protesta si arrampicano su una gru. La vicenda è accaduta a Teramo nella mattinata di ieri giovedì 20 febbraio e ha visto protagonisti due operai edili egiziani che hanno scalato fino alla cima una gru in un cantiere a Colleparco adibito alla costruzione di alcune palazzine, ma inattivo in questi giorni. Le urla dei due giovani hanno immediatamente richiamato l’attenzione dei passanti, che hanno fatto scattare l’allarme. In breve sono giunti sul posto Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, e un’ambulanza del 118.

I due egiziani hanno gridato di essere dipendenti di una ditta di Reggio Calabria – che risulta intestata ad un altro egiziano – che ha preso in subappalto alcuni lavori da una ditta teramana. Sfidando il vento gelido e la temperatura che sfiorava lo zero i due extracomunitari hanno chiesto a gran voce il pagamento delle ultime sei mensilità minacciando di buttarsi. Sono rimasti per oltre quattro ore sospesi a venti metri d’altezza. La svolta si è avuta verso mezzogiorno quando nel cantiere è arrivato il questore di Teramo Piero Angeloni, che dopo alcune trattative e con la promessa di aiutarli nella questione ha convinto i due uomini a scendere dalla gru. Appena hanno toccato terra sono stati subito accompagnati in Questura.

Nel corso del pomeriggio si sono effettuati i primi accertamenti nei confronti della ditta con l’ausilio di un ispettore del lavoro. E’ emerso intanto che gli egiziani sono clandestini e se risultasse che i due hanno lavorato effettivamente per l’impresa in questione potrebbero verificarsi le ipotesi di reato di sfruttamento della manodopera clandestina e falsificazione di documenti.

Non è ancora accertato se i due egiziani verranno rimpatriati, o se potranno, grazie alla loro collaborazione, usufruire di un permesso di soggiorno temporaneo.

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