ASCOLI PICENO – Elezioni provinciali, dopo l’approvazione del bilancio provinciale (clicca qui per vedere la registrazione della seduta consiliare dal sito web della Provincia), il presidente della Provincia Massimo Rossi (Rifondazione Comunista) sbotta contro la politica ostile degli “alleati” del Partito Democratico. E lo fa con parole dure e accuse di incoerenza, contraddizione, mera ricerca del consenso.

«Mi dispiace ma anche alla luce dei duri giudizi espressi dagli esponenti del PD dell’ascolano sul bilancio approvato dal Consiglio Provinciale nei giorni scorsi, non ho ancora capito quale sia il giudizio complessivo rispetto all’operato dell’Amministrazione da me guidata e rispetto al mio modo di amministrare. Se è negativo, come sembra di capire da dieci mesi a questa parte, non vedo perché gli stessi esponenti vogliano sottopormi alle “primarie” per un’eventuale nuova candidatura alla guida della Provincia. Forse, qualora vincessi le “primarie”, diventerei di colpo bravo ed idoneo a guidare l’Amministrazione per un nuovo mandato con la loro partecipazione?».

Rossi non ci sta e accusa il Pd di voler vincere le elezioni per «occupare posizioni da spartirsi».

«Personalmente sono lontano anni luce da questa visione della politica e temo che sempre più ne siano nauseati i cittadini. Sono lontano anni luce da una politica e da politici che, al momento “opportuno”, usano argomenti e problemi (lavoro, infrastrutture, ambiente), come avvenuto nel Consiglio Provinciale sul Bilancio, solo in chiave di scontro e contrapposizione, infischiandosene della maggiore necessità di coesione in momenti di crisi come quello attuale».

Rossi parla di «stucchevoli discussioni su improbabili emendamenti poi ritirati o stravolti, pur di lanciare “segnali” all’esterno in vista delle elezioni» e afferma di non essere disposto a candidarsi per rappresentare esponenti e forze politiche che non condividono il suo progetto e il suo metodo di lavoro.
Poi precisa: «Sono al contrario disponibile, o meglio ne sento il dovere, di sottoporre al giudizio dei cittadini l’operato della mia Amministrazione, mettendo loro nelle condizioni di poter decidere. Quello che il PD ascolano vuole eludere è un giudizio sul programma svolto, altrimenti emergerebbero mastodontiche contraddizioni e verrebbe svergognata la strumentale manovra messa in atto negli ultimi mesi al solo fine di piazzare un loro uomo alla guida della Provincia».

Il presidente della Provincia poi cita testualmente alcuni interventi a suo favore fatti da esponenti del Pd prima del “grande gelo”, ad esempio il 12 marzo del 2008 in occasione dell’approvazione del bilancio di quell’anno.
«Esaltavano testualmente ”la grande mole di lavoro che questa Giunta e questa maggioranza stanno portando avanti” mettendo in evidenza “la chiarezza di idee, di programmi, e linee che si vuole seguire per il futuro del nostro territorio, con una visione di insieme molto ampia ma allo stesso tempo molto concreta”, al punto da rivendicare a questa Giunta “scelte fondamentali che delineano il futuro del nuovo Piceno…”».

«Cosa è cambiato da un anno a questa parte? – domanda Rossi – come si giustificano le continue attuali esternazioni del vice Presidente Mandozzi con le quali allude alla necessità di una diversa politica “del fare” di cui ci sarebbe bisogno: come se lui in questi anni fosse stato da un’altra parte e non sapesse che l’Amministrazione ha investito ad esempio ben 120 milioni di euro in infrastrutture stradali e scolastiche e quasi 20 milioni in azioni per rafforzare il capitale umano della provincia. Seguendo il suo stile, che non si addice neppure alla più demagogica delle opposizioni, sarebbe troppo facile imputargli l’attuale crisi del Piceno, dato che proprio lui ha gestito negli ultimi anni la delega delle politiche del lavoro».

Per Emidio Mandozzi, vice presidente e assessore al Lavoro del Pd, Rossi ha parole non tenere: «Caso più unico che raro di amministratore che critica la politica dell’amministrazione di cui fa parte e continua a restare al proprio posto, già candidato alle elezioni contro il Presidente in carica che lo ha nominato e delegato».

Infine la conclusione al vetriolo dello sfogo del numero uno di Palazzo San Filippo: «Ma questo forse rientra coerentemente nella logica di scontro preelettorale messa in atto dagli attuali responsabili del Pd ascolano: in fondo è molto più produttivo cercare consensi approfittando della visibilità e delle risorse assicurate da un posto e da una delega di assessore».

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