Trento – Ho letto sui quotidiani nazionali e locali il giudizio di Berlusconi sulla Costituzione italiana come espressione di manifestazione di filosovietismo nel ‘48 post bellico. Non metto neppure punti esclamativi. Dico solo che sono liberale e repubblicano e per questi partiti ho sempre votato, tranne da quando, come tutte le cose serie, non fanno più parte dell’arco costituzionale del nostro Parlamento. Dico solo, e se volete lo provo, anche mediante lezioni scolastiche gratuite a tutti i cittadini, che si tratta del più alto monumento di sapienza giuridica e di civiltà del secolo XX forse solo dopo la Costituzione di Weimar del 1916, se dico giusta la data.
Essa fu non solo frutto di studi di grandissimi giuristi dell’epoca, ma soprattutto di uomini politici di spessore ineguagliabile, di maestri come Piero Calamandrei, certamente di sinistra, quindi non da me condivisi nelle ideologie, ma maestri. E Einaudi, De Nicola, Bettiol, e tutti gli altri giganti. Ho studiato a Padova con Livio Paladin, Antonio La Pergola, guarda caso tutti poi presidenti della Corte Costituzionale. Mi iscrissi poco prima che cessasse l’insegnamento forse il più grande tra loro, Vezio Crisafulli, anche di sinistra, ma che fece abiura al comunismo nel senso sovietico come molti altri grandi dopo i fatti del 1956 di Ungheria. E allora ?
Quando c’è di mezzo la giustizia essere uomini significa ciò che erano loro. Trasformatori dei più alti principi ispirati da Platone dalla democrazia ateniese, da Montesquieu, dalla Rivoluzione Francese, dal liberalesimo ottocentesco più grande di tutti i tempi. Una serie di principi a leggere i quali vengono i brividi per le altezze ineguagliabili. Il Governo, se volesse fare una cosa seria, finalmente, dovrebbe, con un costo non più di € 0,50 l’uno, e quindi in tutto non più 5 milioni di euro fornire ad ogni capofamiglia un testo anche non commentato.
Non serve che sia commentato, anche per i poveracci che non hanno studiato. Basta leggere. Dico di più, i miracoli Dio non li fa più, o perlomeno noi non riusciamo neppure ad accorgercene, e non sappiamo perché o forse ci viene il dubbio e la paura di saperlo, ma quello fu un grande miracolo. Altro che stronzate filosovietiche. I diritti di libertà, la famiglia, la tutela della proprietà con i limiti del sociale, la tutela del lavoro come fondamento primario della stessa democrazia repubblicana, il criterio della contribuzione del cittadino alla formazione del patrimonio fiscale di cui all’art. 53, e la sua progressività. I diritti di libertà da 13 a 27. Quelli connessi con la giustizia 13,24, 113. Quelli sulla sacralità della libertà e sui principi di legalità, di irretroattività delle leggi, delle sanzioni, della pena, della rieducazione, della retribuzione, cose che hanno del pazzesco.
Un testo di legge del genere, non potrebbe oggi venire neppure pensato e nemmeno sfiorato nella sua grandezza da tutti i più grandi cervelli giuridici, filosofici, letterari, politici e non, d’Italia, i più grandi messi insieme, ammesso che ce ne siano ancora. Una cosa che ad un avvocato di provincia come me, marito e padre di famiglia ecc., fa venire ancora adesso i brividi. E più il giorno passa, più se Vi convincerete almeno in parte leggendola, scoprirete che essa insegna e dice, risolve persino problemi che ancora non esistono, oltre a non essere talora nemmeno esistiti quando fu partorita.
Te lo do io l’art. 77 etc. Anche questo è espressione gigantesca di libertà. Il problema in questi giorni drammaticamente, ma anche tatticamente che da qualcuno è stato fatto esplodere, ne è la dimostrazione lampante per via delle tesi diverse in buona o mala fede, giuste, sbagliate ecc. che si sono sullo stesso arrovellate. Forse che c’è un paese degli altri continenti dove sarebbe possibile una diatriba del genere ? Se non addirittura in uno degli altri paesi occidentali o della democrazia europea ? Nessuno. Provate a chiederVi questo. Io che sono un liberale, caro Berlusconi, Ti dico che la Tua idea del presidenzialismo, quella semmai è o sarebbe filosovietico-nazista.
Come, con quale mostruosa abilità, intelligenza sono stati creati i limiti dei poteri del Presidente della Repubblica, rilevanti, ma tutti controllati, e del Parlamento, molti, molti di più e purtroppo non controllabili quando dentro ci sono loschi figuri, lavativi o inetti? Leggetela per una decina di giorni, ogni giorno, piano piano, non chiedete aiuto nella spiegazione, non serve. Anche la faccenda che oggi ci occupa nel collegamento tra i poteri costituzionali e opportunità relative e i contrasti, dimostra quale si il concetto massimo che essa esprime al solo respiro di una lettura di mezz’ora: la libertà. Parlarne male?
Sono pronto a presentare un esposto a qualunque livello, alla Procura competente per violazione dell’art. 283CP e cioè per attentato contro la Costituzione dello Stato. Si insegna infatti nel codice che chiunque con atti violenti commette un fatto diretto e idoneo e mutare la Costituzione dello Stato e la forma di Governo è punito con la reclusione non inferiore a 5 anni. Naturalmente, risponderete, gli atti non sono violenti, ma attenzione. Dico attenzione. Anche il tema dell’art. 77 del rifiuto alla sottoscrizione da parte del Capo dello Stato, della facoltà per il Parlamento di porre in essere la legge ordinaria, rifiutata, la firma del Presidente sul decreto convertibile, dimostrano l’immenso controllo democratico sui rapporti tra i poteri e gli sforzi giuridici immani per il controllo vicendevole degli stessi nel rispetto di principi massimi di tutela dei cittadini e della loro immensa libertà. La Costituzione è, per me che sono anche cattolico, praticante, il più grande vangelo laico della civiltà occidentale di tutti i tempi.

*Avvocato
Studio legale in Trento

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