GROTTAMMARE – Se ne è parlato per un po’ ed ora torna alla ribalta il ricorso elettorale, avviato dai gruppi consiliari di opposizione, per quanto riguarda le elezioni amministrative del 13 e 14 aprile scorso.

Le elezioni, infatti, sono state fatte le modalità previste per i Comuni con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti, mentre a grottammare tale numero era stato superato.

«Il ricorso – dicono i membri di Grottammare futura – è stato dibattuto al TAR di Ancona nel luglio 2008 e fu ritenuto improcedibile poiché mancante della impugnazione dell’atto di proclamazione degli eletti. Elemento questo non necessario in quanto non si ricorreva contro gli eletti, ma contro il sistema elettorale. A causa di questa mancata espressione legislativa nel merito della questione si è proceduto al ricorso presso il Consiglio di Stato, depositato pochi giorni orsono».

Secondo Grottammare Futura occorre anche porre l’accento sulla mancata presa di posizione da parte dei giudici di Ancona, «che ha comportato una carenza di giudizio legislativo».

«Ma l’elemento di maggior rilevanza fattuale – concludono – consiste nella distorsione di rappresentanza politica che si è determinata, tant’è che chi oggi governa Grottammare rappresenta il 46% dei votanti e non la maggioranza. Alla luce dei risultati, l’applicazione di un diverso sistema elettivo avrebbe portato ad un diverso risultato, non certo scontato, poiché si sarebbe dovuto ricorrere al ballottaggio, cioè ad un nuovo ritorno alle urne.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto la materia del contendere di portata rilevante ed ha attivato una procedura d’urgenza».

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