SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fino a quando ci saranno uomini corrotti la camorra resterà invincibile, mentre coloro che vi si oppongono individualmente sono destinati a un pericoloso destino di isolamento. È questa la triste realtà che trapela dalle pagine del libro del magistrato Raffaele Cantone “Solo per giustizia”.

Cantone sarà a San Benedetto del Tronto giovedi 12 febbraio, per presentare l’opera, alle 21.30 presso l’Auditorium Comunale. Ad introdurre l’evento il sostituto Procuratore di Ascoli Piceno Ettore Picardi. La serata è organizzata dall’Amministrazione Comunale e dalla libreria la Bibliofila.

Conosciamo meglio Raffaele Cantone. È sposato e ha due figli, è nato a Napoli nel 1963, ed è stato sostituto procuratore a Napoli, dove nel 1999 è approdato alla Direzione distrettuale antimafia. Attualmente è magistrato presso il Massimario della Cassazione. Nelle ultime tre legislature è stato consulente della Commissione parlamentare antimafia. Ha scritto numerosi articoli su argomenti giuridici, apparsi su riviste specializzate, e alcune monografie in materia di diritto penale sostanziale e processuale. Collabora con il giornale “Il Mattino”.

È proprio dal suo ultimo giorno in procura che prende avvio il libro “Solo per giustizia”.
Ripercorrendo la sua esperienza, Cantone mostra in che modo sia finito per diventare il nemico numero uno dei boss di Mondragone e Casal di Principe, più di una volta minacciato di morte e da anni costretto a vivere sotto scorta insieme ai familiari.
Nonostante tutto rimane però sempre salda in lui la passione per il diritto.
Quella che gli fa trattare con la medesima professionalità e dedizione le vicende di un anziano signore che si rivolge alla giustizia per la tragica morte del figlio dovuta a un caso di malasanità e le sofisticatissime indagini condotte insieme al Ros per arrivare alla cattura di Michele Zagaria, la primula rossa dei Casalesi.

Nel libro vengono raccontati episodi realmente vissuti dall’autore, come ad esempio, quello di qualche mese fa. Durante una delle ultime udienze del processo Spartacus infatti, venne letta una lunga lettera dei boss Casalesi che accusavano, con evidente intento intimidatorio, lo “pseudogiornalista romanziere” Roberto Saviano, la giornalista Rosaria Capacchione e il magistrato Raffaele Cantone, di avere esercitato una pressione negativa sulla corte.
Per ironia della sorte, Raffaele Cantone, che ha condotto molte fra le più importanti indagini sulla camorra casertana, in realtà non è più alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli dal 16 ottobre 2007.

Un libro dunque profondamente personale e  valore civile, che aiuta a capire non solo lo sconcertante potere delle mafie, ma anche apprezzare meglio l’impegno dei molti uomini che, per senso di dovere e con grandi sacrifici, continuano a far funzionare nel nostro difficile paese lo stato di diritto.

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