Pubblico volentieri nel mio spazio le riflessioni del nostro lettore Giovanni Rossi perché, a parer mio, dà alla vicenda Englaro un taglio diverso e oserei dire anche originale rispetto ai tanti altri commenti ascoltati in questi ultimi giorni.

«Premesso che la vita è il dono più grande che ci sia mai stato concesso e che nessuno dovrebbe arrogarsi il potere su di essa, ma casomai rispettarla e difenderla sempre e comunque, vorrei puntualizzare su alcuni aspetti verificatisi dietro il caso Eluana Englaro. Cerco di farlo in punta di piedi, prendendo tale vicenda solo come spunto per la mia riflessione evitando ulteriori strumentalizzazioni. Lasciando perdere l’aspetto umano, per il quale ognuno può fare delle considerazioni in base alla propria Fede, alle personali esperienze ed alla particolare sensibilità che possiede, focalizzerei l’attenzione sul perché è stato possibile che si arrivasse ad una così triste conclusione dei fatti.
Di certo non dobbiamo colpevolizzare la Corte di Cassazione che aveva autorizzato il distacco della spina che teneva in vita la donna, o la Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo che ha bocciato il ricorso. I giudici devono svolgere al meglio i propri compiti, quelli di analizzare i fatti e fare in modo che vengano applicate e rispettate le leggi. Non si può colpevolizzare il Presidente della Repubblica che non ha controfirmato un decreto legge che non poteva andare contro la sentenza della magistratura. Casomai si dovrebbe difenderlo poiché ha svolto a pieno il suo importantissimo ruolo super partes, quello di fare in modo che i più alti poteri dello Stato, come peraltro è il volere della Costituzione, siano scissi e ricoperti da organi diversi e ben distinti, ognuno con il proprio ruolo, evitando che si possa generare confusione tra di essi o che un potere prevarichi su di un altro. Non si deve mai verificare l’ipotesi di un potere assoluto che governi il Paese ne che si possa vivere nell’anarchia. Affinché questo sia possibile è necessario che tutti rispettino le regole. I cittadini, le cariche dello Stato ed ogni altro componente della nostra società devono svolgere il compito che è stato loro affidato senza prevaricare oltre e contemporaneamente rispettando le leggi.
Quello che si dovrebbe colpevolizzare sono forse le smagliature di una normativa che tarda ad arrivare, che ha generato confusione ed ha spaccato l’opinione pubblica e ancor più grave ha evidenziato tutte le carenze di una classe politica che si è messa a litigare su dei valori inconfutabili. Come sempre si è cercato di porre rimedio quando già era troppo tardi. Se si fosse voluto intervenire realmente ciò poteva avvenire molto prima visto che la sentenza della Corte di Cassazione è del 2007. È tempo che il Parlamento torni a svolgere sia la funzione principale che la Costituzione gli ha affidato, cioè quella di legiferare, sia quella che gli è stata affidata dal Popolo italiano cioè quella di rappresentarlo nel nome della democrazia.
Mi auguro che da questa esperienza la politica italiana possa trarne un insegnamento e che le aspettative della popolazione non possano essere mai più disattese»
*Un lettore

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