SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Alle ore una di giovedi un peschereccio di media altura, l ‘Antonio Padre, dopo essere entrato in porto mentre si avvicinava alla banchina antistante il mercato ittico iniziava a prendere acqua dalla parte superiore della carena.

L’equipaggio, appena accortosi della falla, ha dato subito l’allarme. Per fortuna la “presa d’acqua” avveniva molto lentamente il che ha permesso non solo il trasbordo degli uomini ma anche di quasi tutto il pescato.

L’imbarcazione è inizata ad andare lentamente alla deriva fino a toccare la banchina. Da qui ha cominciato a sommergersi fino a toccare con la carena il fondale di circa tre/quattro metri adagiandosi sul fianco destro.

Sul posto arrivavano unità della Capitaneria di Porto che iniziavano sia le indagini per cercare di risalire alle cause del semi-affondamento che le operazioni di ripescaggio che, alle ore 14 di giovedì erano ancora in corso.

Per cercare di disincagliare la barca si è fatti ricorso ad una gru della ditta Ascolani specializzata in questi tipi di recuperi. Tra le ipotesi della prima ora non si esclude che il natante possa aver urtato qualche scoglio nella manovra di avvicinamento al porto.

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