SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In tutta Italia, martedì 10 febbraio, per ricordare le vittime delle foibe, si celebra il “Giorno del ricordo”. Anche San Benedetto del Tronto ha voluto ricordare il genocidio con una speciale lezione di storia, e la testimonianza di un esule da Pola, presso l’auditorium comunale.
Oltre alle autorità civili e militari e ai rappresentanti delle associazioni di combattenti e d’arma, hanno partecipato anche due classi del liceo classico “Leopardi” e due dell’istituto “San Giovanni Battista”.
L’incontro è stato particolarmente interessante dunque, grazie alla relazione del dottor Eric Gobetti, dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, autore del volume “L’occupazione allegra. Gli italiani in Jugoslavia” edito da Carocci nel 2007,  e la testimonianza del signor Angelo Tomasello, 81 anni, che lasciò Pola quando ne aveva 18, da esule, sul piroscafo “Toscana”, fino all’approdo ad Ancona.
Gobetti ha inquadrato l’intera vicenda in un’ampia prospettiva storica, citando la presenza dell’Italia in Jugoslavia come forza occupante durante la seconda guerra mondiale e la successiva reazione degli slavi, in termini di violenze e discriminazioni.
Gobetti ha anche ricordato che tale sorte era capitata anche ai tedeschi dei paesi dell’est, 10 milioni dei quali, dopo la guerra, furono costretti a stabilirsi nella Repubblica federale di Germania, con 1 milione di morti.
Il signor Tomasello poi, che ha lasciato al Comune due video a disposizione delle scuole sulla tragedia delle foibe, ha parlato del dolore vissuto in prima persona: la morte del cognato per mano dei partigiani jugoslavi e la miracolosa sopravvivenza del padre, di cui non fu eseguita la condanna a morte perché il carcere in cui era rinchiuso venne bombardato consentendogli di fuggire.
Tomasello ha parlato anche di 5600 morti nelle foibe, ma di 20 mila italiani scomparsi in quegli anni in Jugoslavia, e del 92% degli abitanti di Pola che raggiunsero l’Italia. Ma ha pure accennato alla grande amicizia che continua anche oggi con sloveni e croati già suoi compagni di scuola. «È molto importante – ha concluso Tomasello – che si sia cominciato a parlare di questi fatti, rompendo il silenzio dei vivi su quelle tombe».
Durante l’incontro il sindaco Gaspari ha sottolineato l’importanza delle commemorazioni «per la crescita del nostro Paese». Presente all’evento anche il sindaco di Cossignano Roberto De Angelis, in rappresentanza del territorio.

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