SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il progetto riguardante la riqualificazione di Piazza della Verdura con la creazione di box-parcheggi sotterranei, prima ancora di nascere sulla carta, sta suscitando diverse reazioni da parte di residenti e commercianti della zona.

Opposizione netta, cauta apertura, scetticismo sono tra i sentimenti espressi nella mini inchiesta tra alcuni esercizi che si affacciano direttamente sulla piazza. Con una costante: in tutti predomina la forte preoccupazione per i tempi di realizzo e le conseguenze che un cantiere aperto per mesi potrebbe apportare al fatturato delle attività.

Eugenio Maranci, che con la moglie Graziella Capriotti, gestisce la pizzeria “Mercatino della Pizzeria” è categorico: «E’ assurdo che si venda a privati un sottosuolo pubblico per realizzare un guadagno le cui finalità di investimento sono ancora tutte da verificare. Non solo. Ma mi chiedo che fine hanno fatto gli stanziamenti decisi a suo tempo dall’Amministrazione passata e presente. Se non sbaglio la cifra complessiva si aggirava sulle 400 e passa mila euro».

Scettico anche Piergiorgio Liberi che con il figlio Gianluca gestisce il bar “Caffè Liberi” : «Dicono che hanno fatto gli studi necessari e che è tutto a posto. Noi, che qui ci viviamo, sappiamo solo che, scavando a non più di un metro e mezzo di profondità, si trova la falda acquifera. Per carità, nessuno vuole passare per bastian contrario ma non mi sembra che il progetto di un parcheggio sotterraneo si possa decidere così su due piedi come mi sembra stiano facendo. E i tempi di realizzazione? Per quello situato in Piazza Nardone ci sono voluti due anni».

I tempi di convivenza con un cantiere del genere. E’ questa la prospettiva che preoccupa anche Giuseppe Franceschi del negozio “Zero Più” specializzato in abbigliamento per bambini: «Nei due mesi che sono occorsi per abbattere il vecchio capannone del mercato abbiamo avuto un piccolo assaggio di quello che potrebbero essere i disagi per noi commercianti. E si è trattato di poca cosa in confronto al progetto prospettato. Se come si annuncia l’opera richiederà almeno un anno e mezzo potremmo vedere i nostri incassi diminuiti del 50% ed oltre. Chi ci compenserà?».

Ettore Felicioni, dell’esercizio calzaturiero “Effetti” dichiara con orgoglio di essere tra i membri del comitato cittadino “No Box” e commenta: «Questa Amministrazione di così-detta “sinistra” mi deve spiegare come riesce a conciliare i suoi principi ideologici favorendo quella che sarà a tutti gli effetti una speculazione edilizia. Difatti, chi impedirà ad un investitore di acquistare una mezza dozzina di box per poi rivenderli al miglior offerente? Fanno sembrare la realizzazione del progetto una bazzecola ma, tanto per dirne una, il sottosuolo è pieno di sottoservizi e c’è una rete fognaria tutta da riqualificare»

Possibilista, ma con estrema prudenza, Antonella Palestini, responsabile giornaliera nella conduzione del negozio di specialità gastronomiche “Amatrice in tavola” ubicata ad uno degli angoli della piazza: «Riqualificare è giusto e doveroso. Auguriamoci che ad eseguire i lavori sia una ditta all’altezza. Non sono altrettanto sicura sulla utilità dei parcheggi sotterranei in una piazza che non ha certo le dimensioni di quella situata davanti alla Madonna della Marina. Ma, aldilà di qualsiasi considerazione, quello che più preoccupa noi commercianti sono i tempi di realizzo con tutte le incognite legate alla diminuzione di fatturato che esso comporta».

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