MARTINSICURO  – «Se a Martinsicuro i consumatori di droghe pesanti alla luce del sole sono così tanti, quanto è grande il sommerso? Quanto è ampio il consumo delle altre droghe dette “leggere”?»: Mauro Paci, del gruppo di opposizione del Partito Democratico rivolge all’amministrazione comunale quesiti sul tema della tossicodipendenza, invitando tutte le forze politiche ad attivare un tavolo di discussione per far fronte alla situazione di dilagante spaccio e consumo di droghe in città.

Nella comunicazione letta nel corso dell’ultimo consiglio comunale Paci ha parlato di «una realtà a dir poco allarmante», proponendo una sinergia di forze tra Comune ed istituzioni sociali e sanitarie che operano nel settore, al fine di attivare iniziative utili alla soluzione del problema.

«Invito inoltre l’assessore ai Servizi Sociali – ha affermato l’esponente del Pd – ad istituire un apposito capitolo di bilancio per l’attivazione di un servizio di assistenza psicologica nelle scuole, affinché i ragazzi possano essere seguiti fin dai primi anni scolastici nelle difficoltà quotidiane per anticipare e prevenire le situazioni di disagio che potrebbero portare verso la strada della droga».

«Siamo consapevoli dell’importanza della prevenzione – ha risposto l’assessore Monti – e pertanto ci stiamo attivando per istituire nelle scuole incontri periodici tra studenti e medici specializzati».

Sul tema poi Monti ha ribadito anche la necessità di avviare una stretta collaborazione tra Comune e associazioni di volontariato, Caritas e diocesi per discutere sulle problematiche sociali presenti sul territorio e anche il relativo aspetto della tossicodipendenza. «Sto stabilendo a riguardo anche contatti con la Comunità di San Patrignano – ha affermato Monti – per capire come muoverci quando i Servizi Sociali devono seguire casi di ragazzi con problemi di droga, e sto anche pensando di impiegare personale della Protezione Civile che con un equipaggiamento adatto, ossia scarpe antinfortunistiche, guanti e pinze apposite, possa intervenire in alcune specifiche zone del territorio per ripulirle dalle numerose siringhe gettate dai tossicodipendenti».

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