ASCOLI PICENO- Erano diventati il “terrore” di commercianti e residenti della zona, a seguito di alcuni furti verificatisi nelle ultime settimane nel pieno centro della città, prevalentemente nelle ore notturne.  Al termine di serrate ed accurate indagini, gli agenti della Sezione Antirapine della Squadra Mobile e delle Volanti sono riusciti a identificare i responsabili grazie alla preziosa collaborazione di alcuni residenti della zona e alle immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza.

Si tratta di due tossicodipendenti ascolani, entrambi ventiquattrenni e residenti nella zona di Porta Tufilla: S.M. e D.C.L. Nei giorni scorsi, nell’abitazione dei due giovani, la Squadra Mobile ha eseguito una perquisizione che ha consentito di rinvenire quattro dosi di eroina, una piccozza di ferro, una torcia elettrica e tre autoradio.

I due, portati in Questura, in presenza del loro legale hanno ammesso le loro responsabilità in ordine ad una serie di furti verificatisi negli ultimi tempi. In particolare, D.C.L. ha ammesso di aver rubato, lo scorso 28 gennaio, una Fiat Panda, ritrovata poche ore dopo. Il giovane, però, prima di abbandonare l’autovettura, si era appropriato di un fucile da caccia che il proprietario aveva incautamente lasciato sul sedile. Su indicazione dello stesso malvivente, l’arma è stata ritrovata nascosta in un anfratto sotto il ponte di Porta Tufilla.

S.M. ha ammesso le sue responsabilità in ordine al tentato furto verificatosi presso il Bar Italia di Corso Mazzini e del furto presso il negozio di abbigliamento Witboy di Via Vidacilio (in cui venne asportata la cassa contenente poche centinaia di euro), entrambi verificatisi nella notte tra giovedì e venerdì della settimana scora. Lo stesso, inoltre, ha ammesso di essere stato l’autore di un furto avvenuto circa due settimane fa presso la tabaccheria “Danese”, nelle vicinanze di Piazza della Viola.

In tutti e tre i casi, per rompere i vetri degli esercizi commerciali, il giovane ha ammesso di aver utilizzato la piccozza di ferro che poi gli è stata sequestrata. Circa le tre autoradio trovate in casa sua, S.M. ha anche confessato di aver perpetrato numerosi furti su alcune autovetture in sosta e di aver già rivenduto altre radio rubate. Poiché non risultano ancora presentate le denunce relative al furto delle tre autoradio sequestrate, la Questura invita i proprietari a recarsi presso la Squadra Mobile per effettuare il riconoscimento della refurtiva.

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