GROTTAMMARE – L’amministrazione comunale ha raccolto la proposta dell’associazione culturale “The last movie” di San Benedetto del Tronto, che metteva a disposizione di tutti un patrimonio di video cassette, dvd, libri e riviste specializzate, attraverso la formula del comodato gratuito, e, con lo stesso atto deliberativo di giunta, ha istituito una Mediateca comunale da attivare presso i locali della Biblioteca “Mario Rivosecchi”, per renderlo fruibile.

La mediateca, avrà a disposizione i video della storica videoteca sambenedettese “Night and Day”, oggi non più esistente, sarà presumibilmente pronta per la fine della primavera.

Le opere saranno messe a disposizione degli utenti per il prestito domiciliare, rispettando così la loro destinazione d’uso originaria e il volere del proprietario, il signor Gabriele Brancatelli, il quale, oltre ad essersi impegnato per anni a salvaguardare l’integrità di questo patrimonio, in queste settimane sta anche lavorando alla redazione di un inventario e di un catalogo informatizzato.

La raccolta conta circa 15 mila titoli che abbracciano una pluralità di generi, sia su supporto vhs che dvd: film italiani e stranieri (di cui molti poco noti in Italia perché fuori dai circuiti della distribuzione tradizionale), documentari e opere di spettacolo (musicals, cabaret, teatro), ma anche molti dvd audio. Una collezione molto variegata che cronologicamente parte dai corti dei Fratelli Lumière del 1889-90 per arrivare alle opere di autori contemporanei. Tra i documenti più originali, un film del 1911 contenente un episodio interpretato da Gabriele D’Annunzio.

«E’ il fondo più completo della provincia di Ascoli Piceno dedicato alla multimedialità – fa notare l’assessore alla Cultura, Enrico Piergallini – poiché comprende non solo titoli di filmografia ma anche opere documentaristiche e una raccolta di opere video sul teatro e lo spettacolo in generale. Ora, grazie alla caparbietà e alla generosità del proprietario, questo fondo sarà accessibile a tutti nella nostra futura Mediateca e questo rappresenta un ulteriore passo verso la democratizzazione della cultura».

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