dal settimanale Riviera Oggi numero 761
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dicono: «Il nuovo Lungomare di Martinelli», oppure: «Il nuovo Lungomare dell’architetto Davarpanah». Ma forse pochi ricordano che il progetto, in realtà, ha tre “padri”. Tutto ebbe inizio dall’Ufficio Progettazioni, Settore Urbanistica di cui Leo Sestri era assessore. Idea che aveva già sviluppato nelle riunioni dei quartieri allora interessati. E questo ancora prima di diventare assessore nella Giunta Martinelli. «Si decise di iniziare dal lato sud – precisa Sestri, oggi assessore ai Lavori Pubblici con Gaspari – perché quello più disagiato e in base ai dati che danno la maggiore concentrazione di ricettività alberghiera nel tratto compreso tra la rotonda D’Acquisto e il Las Vegas».
Poi, a lui socialista «da sempre» ed eletto in una lista civica, fu fatta la «proposta indecente» di entrare a due piedi tra i partiti del centro destra. Il rifiuto venne accolto come un mezzo tradimento. «Con il solo Domenico Martinelli a difendermi». Poi, stanco di attacchi, ripicche e diatribe aspetta pazientemente l’inizio dei lavori e sceglie quella data, non a caso, per presentare le sue dimissioni: definitive ed irrevocabili. Il resto è storia dei nostri giorni.
Altra giunta, altro assessorato di prestigio. Sei mesi ai Lavori Pubblici. C’è stato da rimboccarsi le maniche?
«Sicuramente. La situazione non era tanto fluida. Ho sentito il bisogno di far risaltare maggiormente la responsabilità politica dell’assessorato di fronte ai cittadini come punto di riferimento e, da lì, razionalizzare le richieste e i successivi interventi presso l’ufficio tecnico»
Il Bilancio Partecipato. Da transatlantico a barchetta a vela?
«Sono stato presente agli ultimi dieci incontri del Bilancio Partecipato. Posso senz’altro affermare che di cose ne sono state fatte, e tante. Forse senza un percorso preciso che mettesse in risalto la concretezza delle opere. Con molta franchezza, abbiamo detto a tutti i cittadini che, essendo venuta meno una parte delle risorse economiche stanziate a suo tempo, ci siamo impegnati a realizzare almeno un’opera strutturale di rilievo per ogni quartiere dopo averle individuate insieme».
Qualche esempio concreto?
«I marciapiedi di via Torino. Quelli che da Fosso dei Galli raggiungono Porto d’Ascoli, tanto per intenderci. Quello di via Montagna dei Fiori, al Paese Alto, in lista d’attesa da troppo tempo. La rotatoria di San Filippo Neri. Via Val Tiberina. Via Turati. Insomma, è ora di intervenire anche nella parte ovest della città, dopo che la parte est ha fatto sempre la parte del leone per ovvie ragioni turistiche»
Sbandierare l’ordinaria manutenzione come un nuovo asfalto per “opera strutturale”. Non le sembra una presa in giro per chi paga regolarmente le tasse?
«Assolutamente sì. E su questo stiamo lavorando. Asfalti e pulizie di caditoie non si possono confondere con opere strutturali quali nuove condotte fognarie, marciapiedi, raccolta di acque piovane».
Materiali ed opere di ultima generazione già obsoleti. Lavori non eseguiti a dovere o tutta colpa di troppi “bandi al ribasso”?
«La garanzia di qualità del prodotto è sempre tra le condizioni imprescindibili per l’ammissione al bando. Il ribasso che le aziende offrono è solo per potersi aggiudicare l’opera. Ma sanno già che ogni lavoro e ogni materiale sarà monitorato man mano che il cantiere va avanti. Caso mai il problema potrebbe sorgere al momento della posa in opera. Se non viene fatta a regola d’arte potrebbero sorgere dei problemi futuri di tenuta».
Come nel caso di Viale De Gasperi, lato ovest, direzione sud?
«Probabilmente. Quello è un esempio. Ma vista la peculiarità del depauperamento si è più portati a pensare ad una “partita” di materiale non all’altezza. Cosa che verificheremo quanto prima».
Ritorniamo sul concreto: la raccolta delle acque piovane nelle piazze San Giovanni Battista e Garibaldi?
«Mi sono incontrato di recente con il presidente dell’Autorità d’Ambito idrico Stefano Stracci e mi ha assicurato che il progetto sta andando avanti ed i lavori dovrebbero iniziare subito dopo l’estate. Questi allagamenti devono finire. Le acque saranno svuotate al porto. Infatti sono state risolte le diatribe in corso con i pescatori per cui si può procedere».
Largo Lazio?
«Rientra nel programma pluriennale delle opere pubbliche per il 2009. Si sta lavorando alacremente per la progettazione. Anche qui, come per Piazza della Verdura, ci stiamo orientando per un parcheggio interrato ad entrata ed uscita unica con una riqualificazione a raso che significa raddoppiare i posti macchina mentre in superficie rimane la stessa quantità di parcheggi»
Il Mercatino in Viale De Gasperi?
«Sotto le feste Natalizie mi sono incontrato con i proprietari dei box situati all’interno della struttura perché esigevano una riqualificazione. Noi ci siamo dichiarati disponibili a contribuire purché ci presentino delle richieste condivise da tutti. Da ricordare che questi spazi sono racchiusi nel Progetto Casa per cui una riqualificazione potrebbe aversi anche attraverso un intervento di un privato nel momento in cui presenta un progetto per questi spazi».
Via San Giacomo?
«Fra poco avremo una riunione consiliare proprio per discutere questa parte del Piano di Spiaggia. Il sindaco si sta incontrando con i concessionari di spiaggia di quella fascia di litorale. Quindi, dopo aver ascoltato anche gli alberghi, si andrà in commissione e quindi in Consiglio Comunale. Come Amministrazione caldeggiamo la soluzione che prevede un percorso in legno dietro agli chalet»
Il Sottopasso di via Pasubio?
«Ci sono tre milioni di euro stanziati dalla Regione Marche. Pensiamo di iniziare i lavori in tempi relativamente brevi. Si risolverà anche il problema degli accessi per le aziende del lato est. Non sarà un progetto faraonico da sei milioni di euro come prospettato tempo fa ma sarà comunque un’opera che andrà ad eliminare uno degli ultimi passaggi a livello del centro Italia. Spero che i lavori possano iniziare prima che l’attuale Amministrazione esaurisca il suo mandato»
Il Mercatino in Via dei Mille?
«La situazione è ancora in itinere. Da quando mi sono insediato ho ripreso in mano la pratica che però non è di mia sola competenza perché interviene anche l’Urbanistica in quanto c’è una proprietà privata del Bernardini che ha proposto di occupare circa due metri dello spazio ad ovest e lasciare all’Amministrazione il versante palmizio. Va attentamente vagliata la posizione dell’area che è destinata a “verde pubblico di quartiere” per cui bisogna valutare l’ipotesi di un cambio di destinazione. Previa intesa con residenti ed ambulanti. Speriamo di incontrare le parti entro una mesata e di risolvere il problema prima dell’estate».
Qualcuno ha definito San Benedetto città “gruviera” per la quantità di buche lungo le strade…
«I cittadini hanno perfettamente ragione nel lamentarsi. Senza cercare giustificazioni di comodo posso solo dire che il tempo meteorologico ci è stato avverso in quanto a precipitazione piovose e, nel momento in cui si mettono le famose “pezze”, queste dopo un po’ saltano per via della pioggia che impedisce di attecchire come si deve. Posso comunque assicurare che il monitoraggio della Multiservizi è continuo e metodico. Ma cercheremo di fare ancora meglio».

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