SAN BENEDETTO DEL TRONTO- A tre giorni dalla ripresa del campionato l’allenatore molisano Fulvio D’Adderio si appresta ad affrontare la sua prima trasferta dopo il pirotecnico debutto in casa contro il Verona. Il mercato di gennaio si è chiuso in un vortice di nomi e novità che hanno radicalmente cambiato il volto della squadra.
Con una rosa di circa 26 elementi si possono fare molte cose?
«Ne ho trenta o ne ho quindici devo certamente valutare questo parco giocatore che c’è e di conseguenza si faranno le scelte in base a quanto risulterà dalle prossime gare a cominciare da quella di domenica»
La tifoseria locale si sta dividendo in pro-Dazzi e pro-Marconato. Lei per quale opterà?
«Noi abbiamo due portieri. Quindi valutiamo in base a questo numero. Domenica ha giocato Marconato. La settimana prima io non c’ero quindi non so chi abbia giocato. Ho fatto una scelta. Poi bisognerà vedere quello che succederà in seguito. Non sono d’accordo sul fatto che, fatta una scelta, la si debba mantenere costi quel che costi. A dimostrarlo ci sono esempi molto più illustri come il Milan e L’Inter. Ci sono delle valutazioni da fare facendo in modo di mantenere certi equilibri per il meglio della squadra»
Cammarata ce la farà a recuperare per domenica?
«Mancano ancora quattro giorni alla partita quindi è impossibile fare un pronostico. Quando si parla di indisposizioni anche i giorni sono importanti. Valuteremo la cosa più avanti. Oggi si è allenato»
Come giudica il Cesena, nostro prossimo avversario?
«L’avversario è di assoluto rispetto. Sia per lo spessore della squadra che per la carica che ha. Il loro allenatore è uno che riesce a dare una grossa motivazione. Vengono da due risultati molto positivi. Sono riusciti a recuperare una partita che stavano perdendo per due a zero in casa contro il Ravenna e hanno vinto a Portogruaro. Quindi sicuramente troveremo un avversario da prendere con le molle»
La sosta di campionato: è stata un bene o un male ?
«Intanto c’era e non la potevano certo spostare. Per come sono andate le cose, avendo due o tre infortunati ne abbiamo approfittato per recuperarli. E’ servita ad infondere delle idee per le quali io cerco di lavorare. Però se sia positiva o negativa non lo so, forse potrebbe dirlo la partita di domenica. Quello che più importa e che noi dobbiamo essere tranquilli nel gestire la settimana indipendentemente dalle soste»
Alcuni giocatori erano stati messi sul mercato. Alcuni di loro avevano chiesto espressamente di essere venduti ma sono rimasti. Il loro stato d’animo potrebbe influire sugli equilibri in seno allo spogliatoio?
«Voglio solo dire questo: che noi non stiamo qui a regalare niente a nessuno. Io ho un contratto che mi lega a questa società fino al trenta giugno. Cosa faccio? Non lavoro perché devo pensare al prossimo anno? Io lavoro perché il mio contratto scade il 30 Giugno. Se poi uno pensa solo all’anno prossimo e noi lo verifichiamo perché non si impegna o non rende nel modo giusto noi siamo qui anche per queste cose. Non ci facciamo certo prendere in giro. Vogliamo gente motivata che lavora per la stessa causa. Siccome io sono il primo ad essere venuto qui in una situazione difficile quindi mi affido a quelli che già c’erano e avevano già operato per questa causa facendo appello alla loro professionalità. Il resto lo valuteremo. Non siamo né stupidi né ciechi»
Zentil, Pietribiasi, Lanzoni. La maggior parte di loro provengono da vivai importanti. Come vede il loro apporto?
«Sono ragazzi che prima di tutto devono crescere. Sta a loro dimostrare di saper maturare nel giusto modo. Abbiamo poco tempo. Quindi dobbiamo sì pensare allo sviluppo del giovane ma anche a chi ci dà più garanzie in rispetto ai risultati. L’obiettivo primario, che è la salvezza, deve essere primario su tutti»

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