SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nelle case dei sambenedettesi, insieme al bollettino ufficiale municipale, a febbraio arriverà anche il Bilancio Sociale. Si tratta di una pubblicazione formato rivista (disponibile a breve anche sul sito web del Comune) che contiene una panoramica sui dati anagrafici della città, dati su imprese, associazioni, tasso di occupazione, organizzazione interna del Comune, gestione finanziaria, dati sulle politiche sociali e sulle azioni di sostegno, elenchi con le opere pubbliche realizzate con relative spese, anche in relazione alle richieste emerse nel Bilancio Partecipato. Per fare questo lavoro nel dicembre del 2007 vennero stanziati 24 mila euro.
Il lavoro, definito “sperimentale” e mai compiuto per il Comune di San Benedetto, è stato messo a punto dallo staff di Eurispes Marche, che come noto ha in città la sua sede regionale.
I dati contengono una “fotografia” del 2006, un consuntivo del 2007 e una proiezione sul 2008, perché i dati dell’ultimo anno devono ancora essere messi nel bilancio finale dell’ente.
Per il sindaco Gaspari e il vicesindaco Di Francesco si tratta di un grosso risultato. Gaspari afferma: «Si tratta di un quadro completo sul nostro operato a metà mandato, una comunicazione istituzionale con la quale, mutuando il linguaggio aziendalistico, dichiariamo il nostro prodotto rendendoci valutabili dall’opinione pubblica. Perché senza un confronto trasparente e concreto, le critiche rischiano di essere da Bar dello Sport. Ora invece il Comune e la sua attività saranno misurabili dai cittadini».
Per Antimo Di Francesco il rendiconto dell’attività comunale è innovativo, inclusivo e trasparente: «Vogliamo un rapporto fiduciario con i cittadini, in un processo inclusivo che parte dal Bilancio Partecipativo e arriva al Bilancio Sociale».
Per il presidente Eurispes Marche Camillo Di Monte i dati raccolti nel Bilancio Sociale (quello inviato nelle case è un documento di sintesi dell’intero e più ponderoso lavoro) saranno anche «un utile strumento di orientamento per l’azione degli amministratori pubblici, perché un rendiconto fa anche emergere le nuove esigenze dei cittadini».
Vera Mascaretti, coordinatrice dello staff che ha redatto il lavoro, sostiene: «In un anno di lavoro a contatto con il personale del Comune, abbiamo lavorato a cavallo della riorganizzazione degli uffici comunali, testandone quindi gli effetti. La nostra indagine ha messo i dipendenti comunali di fronte a una nuova consapevolezza del lavoro che fanno».
La Mascaretti sostiene che dall’analisi sono emersi i focus impostati dall’amministrazione prioritariamente sulla cultura, con la riapertura del teatro Concordia; sul Sociale, con l’apertura del nuovo asilo nido; sullo Sport, con la messa a norma di alcuni impianti; sull’Ambiente, con il ripristino della raccolta differenziata.
UNA RIFLESSIONE Pur essendo questa una meritoria opera di comunicazione pubblica del Comune, ci sorge spontanea una riflessione. Si tratta pur sempre di un documento commissionato dal Comune, quindi non di un punto di vista esattamente neutrale. Un documento fatto con un occhio che, pur non essendo direttamente quello del Comune, è comunque quello di un soggetto al quale il Comune commissiona un servizio, pur nella sua libertà di indagine scientifica.

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