Rita Evelin. Ho ricevuto adesso un commento del lettore Vincenzo De Cesaris che, oltre a pubblicarlo in coda all’articolo, ritengo giusto pubblicare come un disappunto che è anche il mio. Condivido molti suoi dubbi e anche qualche sua insinuazione, sottintesa ma non tanto. Eccolo:
«Salve, sono un amico di Francesco Annibali (uno dei tre marinai scomparsi ndd) per certi amici “Frangi’ la Muccigna”, e devo sfogarmi con tutta la marineria “sambenedettese” se ancora esiste, con tutti quei boriosi che amano raccontare storie coraggiose di mare nei bar, storie che escono magari fuori da un buon bicchiere di vino, a volte esagerate, a volte veritiere. In questi due anni si è detto molto riguardo l’affondamento del Rita Evelin, si è parlato di “presure” e questo è scartato, perché le reti erano sane, si è parlato di speronamento, ma questo è smentito perché al momento dell’affondamento del Rita Evelin, dalla sala radar della capitaneria (e cito quanto scritto sul “Corriere Adriatico” del 27/10/2006) non risultava alcun natante nelle immediate vicinanze che potesse essere causa di speronamento. Si è parlato di instabilità del Rita Evelin cioè di uno scafo che navigava male ma questa è un’altra storia, perché quel mattino il mare era una tavola. Si è parlato di esplosioni causate da residui bellici ma non c’è stato avvistamento nei giorni successivi l’affondamento ,di morie di pesci cosa normale in questi casi, e poi abbiamo detto che le reti erano sane! Si è parlato di prese a mare, ma perché allora non hanno funzionato nessuno dei sistemi d’allarme (sonori) che ogni natante deve avere? Visto oltretutto che da pochi mesi la stessa imbarcazione aveva avuto il benestare dal R.I.N.A? Hanno detto in molti che Frangì era di guardia, menzogna carissimi! Frangì, o comunque il suo povero corpo è stato recuperato dai sommozzatori all’interno delle cabine come del resto gli altri due sfortunati marittimi ed esattamente nei pressi della cucina e sapete come? Con una maglietta a maniche corte (e per prova ci sono le foto fatte sul posto dai sommozzatori) e scalzo alla fine di Ottobre alle 5 del mattino di guardia! Frangì non era di guardia ma quasi sicuramente a riposare ecco perché non si è salvato nessuno di loro, perché poi molto probabilmente il Rita Evelin è andata a fondo nel giro di pochi minuti, col mare bonazza e perché? Come mai? Non ve lo chiedete cari pesci palla di mare? O fate finta di niente? Tanto non vi riguarda! Beh, chi non è del settore si può raggirare facilmente ma voi no! Non può essere! Ci fate o ci siete? Di tutti voi solo i marittimi nordafricani hanno fatto sentire la loro voce, per far si che quei poveri resti fossero tirati fuori da quella scatola di sardine, laggiu in fondo al mare a 80 mt di profondità, sicuramente non grazie a voi! E il pontone che non è riuscito a tirare fuori il relitto? Che vi succede? Anche a voi può capitare! Dov’è la marineria “sambenedettese”? Forse nei bar a raccontare l’ennesima storia gonfiata. Così mentre qualcuno se la ride, qualcuno piange questa tragedia in silenzio! Tirate fuori gli “attributi” e fatemi sentire gridiamo di nuovo giustizia e verità, per i nostri amici che non ci sono più, per il loro buon nome, per noi che ci siamo e perché loro non possono più parlare per difendersi! Poi, per i loro familiari che sono soli e in questa battaglia hanno bisogno ancora di noi!»
Vincenzo

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