SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fulvio D’Adderio potrebbe dirsi a tutti gli effetti un tecnico soddisfatto. Il Ds Luca Evangelisti gli ha rivoltato la squadra come un guanto. Ora può contare su di una rosa di almeno 26 elementi.

I vari Maurizio Caccavale, Massimo Marconato, Fabrizio Cammarata, Gianni Califano, Andrea Carozza hanno apportato quella esperienza, maturità e forza di carattere che mancava. In mezzo promesse tecniche o sul punto di diventarlo come Pietribiasi, Zentil, Traini, Lanzoni.

Come se non bastasse il mercato ci ha messo del suo “rintuzzando” i disperati tentativi di Tormenti e Evangelisti nel piazzare alcuni giocatori quali Nikola Olivieri, Emanuele Morini, Arnaldo Bonfanti, Ivan  Dazzi, Renan Pippi. Ora questi elementi, ciascuno nel loro ruolo, dovrebbero garantire una qualità di rincalzo assai notevole. Questo dal punto di vista tecnico. Ma come la mettiamo da quello psicologico?

Andiamo per reparto. Il portiere. Qui D’Adderio si ritrova con due autentici galli in un pollaio molto stretto. Ivan Dazzi non ci sta ad andare in panchina (difatti aveva subito chiesto di essere ceduto). Da parte sua Massimo Marconato, con i suoi precedenti, non è certo venuto a San Benedetto per essere secondo a nessuno.

Da una parte “il futuro”, che si sente un po’ tradito dalla società, sa di avere i mezzi per essere il numero uno ma è costretto mordere il freno. Dall’altra “il presente”, idolo indimenticato di una squadra e città come Arezzo, che non vede l’ora di mandare “schiaffi morali” a chi lo ha snobbato credendolo sulla via del tramonto.

Se chiedete a qualsiasi allenatore quale è il posto più “delicato” di qualsiasi squadra vi dirà senz’altro quello del portiere. Quindi D’Adderio sceglierà tra uno dei due (ovvero Marconato) e una volta presa la decisione, sarà quella. Perché nessun ruolo come quello dell’ultimo uomo ha bisogno della certezza di sentirsi titolare.

Difesa. Qui i ruoli sembrano ormai delineati. Fabio Tinazzi e Ciro Sirignano sulle fasce. Caccavale centrale. Rimane un posto.Davide Moi o Bonfanti? Se era stato messo sul mercato il secondo un motivo ci sarà. A centrocampo: Andrea Carozza, Ottavio Palladini, Francesco Ferrini e Fabio Visone sono la prima opzione. Titone scalpita, e secondo noi se lo merita, Magnani sembra essere molto apprezzato dal tecnico molisano. Forò si comporterà bene per non deludere il Vicenza che lo aspetta a giugno.

Morini e Olivieri ? Il primo, convinto di essere un “inamovibile” si è ritrovato sul mercato E lui ha rifiutato ben tre destinazioni in serie inferiore. Ed a ragione. Questa è la sua occasione. Non è alle prime armi e non vuole scendere di categoria per “ricominciare” da capo un’altra volta. Ed ha tutte le ragioni per sentirsi un po’ “diseredato” dalla società.

Se si fa il computo delle sue prestazioni da quando è alla Samb gli “alti” sono sicuramente maggiore dei “bassi”. Poi c’è “l’enfant prodige” Olivieri. Piccioni ad un certo punto aveva provato a costruirgli intorno un’intera squadra. Poi sono cambiate le carte in tavola ed ora è “uno tra i tanti”. Ha talento da vendere e lui ha chiesto di andarselo a vendere da un’altra parte. Non sono riusciti ad assecondarlo. Con che spirito è rimasto?

L’ Attacco: qui invece, c’è poco da scegliere. Cammarata il suo posto da titolare se lo è blindato a suon di goal. Califano ne ha fatto 4 in allenamento per fa sapere che vorrebbe esserci anche lui. Ma ha nelle gambe i novanta minuti?. Pippi deve fare i conti con muscoli diventati troppo capricciosi. Pietribiasi non segna da una vita ed è tutta una scommessa.

Dionigi è rimasto quel che era:  un sogno impossibile. A proposito, ma che fine ha fatto quell’attaccante estone il cui nome andava solo sussurrato per paura che altri ce lo fregassero? Boooh !

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