SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre ragazzi danno fuoco ad un barbone indiano per “scherzo”, per fare qualcosa di “eclatante” e che dia forti emozioni, quelle emozioni che ormai non riesce più a solleticare nemmeno l’abituale uso di alcool e droga. L’episodio accaduto un paio di giorni fa a Nettuno sconvolge non solo per la brutalità dell’esecuzione, travisata come ordinaria “normalità” dagli autori del gesto, ma anche per le parole dette dagli amici dei tre bulli, apparsi in un servizio del Tg1 dell’edizione serale di lunedì 2 febbraio (e visionabile qui http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,News-Tg1%5E71%5E182055,00.html): una serie di ragazzini che ridacchiano alla vista delle telecamere, che si preoccupano di fare battute spiritose piuttosto che rispondere in maniera consapevole a quanto accaduto, che travisano completamente la gravità del gesto compiuto dai loro tre amici, riconducendolo alla fine ad una semplice bravata, che ha portato però la vita di un uomo ad essere appesa ad un filo.

«Cosa avete pensato – ha chiesto la giornalista – quando avete saputo che un ragazzo era stato bruciato?».

«Vabbè  non era un ragazzo – è stata la pronta risposta di uno del gruppo – alla fine era solo un marocchino». «A me è venuto da ridere – ha aggiunto un altro – non per il gesto, ma pensando all’autore che lo aveva compiuto». Il tutto in un sottofondo di altri ragazzini che seppure oscurati parzialmente in video si intravedono curiosi che ridacchiano fissando la telecamera e salutando per un breve momento di celebrità. «Intervistate lui – segue un altro indicando un compagno – che è quello che ha comprato la benzina». E giù a ridere.

Da cosa deriva una tale mancanza di qualsiasi riferimento morale, ideologico, anche solo semplicemente umano, da parte di giovani interessati esclusivamente alla vita facile e al guadagno pronto? E’ la famiglia che distorce la realtà preoccupandosi di far vivere ai propri figli solo gli aspetti positivi della vita e sobbarcandosi le inevitabili e naturali difficoltà, illudendoli così che tutto è permesso pur di soddisfare i propri bisogni?

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