Da Riviera Oggi n. 760

MARTINSICURO – Più controlli per accertare le effettive condizioni di indigenza di famiglie e singoli che chiedono sussidi al Comune. Marcello Monti, neoassessore ai Servizi Sociali fa un quadro della situazione alla luce degli interventi e delle priorità che dovranno essere affrontate nel corso dell’anno.

«A Martinsicuro – spiega Monti – c’è un alto numero di persone e famiglie, sia italiane che extracomunitarie che vivono situazioni difficili: mancanza di lavoro, di abitazione, problemi legati alla tossicodipendenza o a relazioni parentali complicate. Il tutto porta a una condizione di indigenza quotidiana, nella quale devono intervenire i servizi sociali per porre rimedio».

E il rimedio si risolve per la maggior parte delle volte economicamente attraverso il pagamento delle bollette di utenze staccate o nella consegna di pacchi contenenti beni alimentari.

«Sono così numerose le persone che si rivolgono ogni giorno ai Servizi Sociali – prosegue Monti – che il budget annuale destinato a questo settore si consuma nel giro di pochi mesi». E poi?

«E poi si procede con molta difficoltà e si cerca di risolvere solo i casi di estrema gravità». L’assessore racconta ad esempio di un genitore in gravi difficoltà economiche che si è presentato negli uffici dei Servizi Sociali chiedendo aiuto poiché aveva un bimbo di pochi mesi che viveva al freddo in casa, non avendo potuto pagare la bolletta del metano. «In quel caso abbiamo comunque cercato di provvedere nonostante la mancanza di fondi, ma è chiaro che bisogna cercare di razionalizzare gli aiuti per gestire al meglio anche le poche risorse economiche disponibili». Monti infatti a breve incontrerà i parroci delle due parrocchie di Martinsicuro e Villa Rosa, le associazioni umanitarie che operano sul territorio e la Caritas, per un confronto e il coordinamento dei vari interventi. «Ci sono ad esempio persone o famiglie che attingono aiuti non solo dai Servizi Sociali, ma anche dalle altre associazioni, mentre altre che al contrario restano senza alcuna sussistenza. «Ci sono alcuni che prendono da tutti – prosegue Monti – e altri da nessuno. Per questo è necessario effettuare una specie di “mappatura” delle varie situazioni di disagio presenti sul territorio, in modo tale che possano essere seguite ad esempio ognuna da una specifica associazione o ente, senza generare sovrapposizioni. In modo tale che le risorse disponibili siano meglio e più equamente distribuite fra tutti». Essenziale per rendere questo sistema funzionale è però anche accertare l’effettiva indigenza economica dichiarata, attraverso controlli incrociati fra i vari uffici appositi. Risale infatti a qualche mese fa ad esempio il caso di un rom residente a Martinsicuro che prendeva sussidi dal Comune poiché dichiarato indigente e che invece esercitava l’attività di usuraio.

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