MONTEPRANDONE – Stefano Stracci è l’unico candidato alle primarie del Pd di Monteprandone. Questo è l’epilogo, pur parziale, della lunga vicissitudine che si è apera nell’ultimo mese e mezzo riguardo le candidature per la carica del sindaco.

Nella serata di giovedì 30 gennaio si è svolta una assemblea allargata del Partito Democratico monteprandonese, alle presenza del commissario straordinario Donatella Ferretti (Stracci, in precedenza coordinatore comunale, ha rinunciato a questo ruolo lunedì scorso). Era presenta anche l’attuale sindaco Bruno Menzietti mentre non si è visto l’ex sindaco e altro pretendente alla poltrona di primo cittadino Orlando Ruggieri. La Ferretti, regolamento alla mano, ha ravvisato come Stracci fosse l’unico candidato per le primarie.

Ma è una scelta che, di fatto, rischierà di spaccare il Partito. Se infatti Menzietti dichiara «di aver cercato il consenso degli iscritti e dei miei amministratori, che invece è mancato, perché hanno pensato più a riposizionarsi che a difendere il loro operato. Umanamente li capisco, ma non politicamente: il coraggio, chi non ce l’ha, non può darselo, ma nella vita a volte serve», e, aggiunge: «Devo dire che l’assemblea era fortemente orientata verso il gruppo degli ex Ds, che sembravano volessero far fuori un sindaco proveniente dalla Margherita» (come dire: altro che Partito…).

Riguardo alla solidarietà espressa dai cittadini, Menzietti (che resterà in carica fino a giugno) afferma che «evidentemente nelle stanze della politica si ragiona diversamente. Per convenienza la segreteria provinciale del partito ha puntato tutto sulla forma e poco sulla sostanza: ho chiesto di analizzare i cinque anni del mio mandato ma non c’è stata alcuna discussione. Le primarie – continua il sindaco – sono uno strumento che rischia di essere utilizzato per far fuori gli altri partiti e gli avversari interni».

Menzietti, riguardo la sua giunta e i suoi consiglieri, fa appena delle distinzioni: «Quelli che stanno dentro il Pd non mi hanno difeso, gli altri… insomma». Ma ci sono anche rivalità “campanilistiche” secondo il sindaco: «Per qualcuno io sono il primo cittadino del capoluogo, e non di Centobuchi…» commenta ironico.

E adesso cosa farà Ruggieri? L’ex onorevole, che non era presente all’incontro, con la sua assenza ha fatto già capire che si prepara ad una corsa elettorale che si preannuncia tutta interna alla sinistra (il centrodestra a Monteprandone è praticamente allo sfascio). Un mese fa aveva detto che, nel caso che Stracci si fosse candidato, non avrebbe accettato le primarie e avrebbe corso per conto suo, con una lista del sindaco aperta a chi è programmaticamente d’accordo con le indicazioni di Ruggieri. Probabilmente darà seguito a questa ipotesi.

Infine, occorrerà vedere in che modo si riposizioneranno, a questo punto, tutti gli altri partiti: Rifondazione, Verdi, Socialisti, la lista civica di Calvaresi (che abbandona), persino i superstiti del centrodestra. Per la serie: si comincia solo adesso.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.381 volte, 1 oggi)