SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Consiglio comunale di lunedì prossimo, il Popolo della Libertà si ribella contro la convocazione urgente dell’assise e minaccia di ricorrere alla Prefettura di Ascoli e di non presenziare al Consiglio.
Bruno Gabrielli e Pasqualino Piunti lamentano che «non ci sono le condizioni di urgenza necessarie per convocare un Consiglio comunale in tempi così ristretti. Così si svilisce il ruolo dei rappresentanti dei cittadini».
Pur condividendo l’atto (una variazione di bilancio propedeutica al ricevimento di fondi ministeriali per i pannelli solari nelle scuole e negli impianti sportivi) gli esponenti dell’opposizione sostengono che «noi consiglieri non possiamo essere usati come tappabuchi agli errori del presidente del consiglio Giulietta Capriotti e dei dirigenti del Comune».
Vignoli accusa: «L’eccezione sta diventando la norma. La realtà è che la riorganizzazione degli uffici e le tante consulenze (180mila euro per la Zazio, 85.400 euro per Xilo) hanno creato solo caos. Un caos a pagamento».
L’esponente di Alleanza Nazionale ha reso noto i presunti forti ritardi degli uffici tecnici nella risposta a due sue interrogazioni fatte ad ottobre per conoscere l’eventuale presenza di vincoli testamentari su Zona Cerboni (area coinvolta nel Progetto Casa) e il numero di permessi di costruire e di Dichiarazioni di inizio attività rilasciate dal Comune a Porto d’Ascoli dopo la riperimetrazione del Piano di Assetto idrogeologico.

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