MONTEPRANDONE – «Dopo quindici anni di esperienza amministrativa, di cui dieci in maggioranza e cinque in opposizione, considero conclusa la mia attività politica»: Luigino Calvaresi, capogruppo consiliare della lista civica “Città per lo sviluppo futuro“, annuncia così l’abbandono della scena cittadina in un momento in cui, con l’impasse del Partito Democratico, forse la sua lista (che ha raggiunto, all’incirca, il 20% delle preferenze cinque anni fa) poteva diventare un elemento di forte disturbo.
«Ci sono persone che all’interno della lista hanno maturato, in questi cinque anni, una esperienza amministrativa per cui adesso potranno spenderla liberamente, nel modo che ritengono opportuno. Io, invece, credo di dover passare la mano».
Calvaresi spiega cosa l’aveva portato, cinque anni fa, a sostenere la nascita di una lista civica dopo che, nei dieci anni precedenti, era stato all’interno della maggioranza con incarichi da assessore specie nel campo sociale: «Non condividevo la formazione di un gruppo che ricalcasse un certo tipo di maggioranze politiche, poi “fotografato” dalla composizione della giunta Menzietti: un assessore per Ds, poi Margherita, Verdi, Rifondazione, Socialisti… Così non va».
Riguardo la situazione del Partito Democratico, Calvaresi, che è un ex Ds che però non è confluito nel Pd, è caustico: «Si tratta di un partito che ha la P maiuscola, ma la “d” di democratico, invece, resta minuscola. Condivido la scelta delle primarie, ma all’americana, con un confronto serrato. Qui, invece, si fanno delle primarie “pagliacciate”. Lo sono state quelle per Prodi, con l’80% dei voti a lui favorevoli, così come quelli per Veltroni. A fronte di questo, i dirigenti vengono invece scelti con le liste bloccate, come per la legge elettorale, quindi, di fatto, estromettendo il cittadino dalla scelta…»
Calvaresi ha parole di fuoco per le primarie della Provincia e quelle in fase di “decollo” a Monteprandone: «Se c’è un confronto vero, allora si preferisce non farle. Mandozzi ha vinto le primarie provinciali, ma chi ha sfidato? Qui a Monteprandone, invece, c’erano due o tre candidature forti, e allora si preferisce trovare altri accordi… Oltretutto, quando avviene come ad Ascoli, con Canzian che batte Brandimarti 51 a 49, che succede? Che il centrodestra mobilita i propri elettori per far votare il candidato più estremista, perché non c’è alcun filtro, nelle primarie…»
Menzietti, Ruggieri, Stracci: chi sarà, dunque, il candidato del Pd? «La verità è che la giunta spera di scaricare il fallimento dell’azione amministrativa sul sindaco, e, in questo modo, confermarsi al potere. Nessuna rotatoria sulla Salaria, nessun sottopasso ferroviario mentre ne sono in costruzione a Stella e a Pagliare, dello svincolo della superstrada se ne parla ma non si fa nulla, piste ciclabili neppure un metro, verde pubblico nulla, di opere pubbliche zero, solo l’ordinaria amministrazione».
Se è tutto sommato pacato su Menzietti (pur criticandone l’operato e l’elezione «voluta dai poteri forti cittadini»), Calvaresi ha un giudizio tutto sommato sufficiente su Ruggieri («Per me è stato un bravo sindaco che ci è venuto a mancare quando ha fatto l’onorevole, ma con lui si lavorava bene. Come molti politici, però, si è disinteressato alla successione»), mentre è caustico sul coordinatore comunale del Pd Stracci: «Dice che la mia lista è stata voluta da Ruggieri… Non so che rispondergli. Stracci muove un numero nutrito di persone, ma molte sono anche contro di lui. E’ un colonnelliano-doc, è sempre e ovunque presente».
Dunque, è finita l’esperienza di Calvaresi? Chissà, perché «il Pd sta per implodere a livello comunale ma anche in Provincia: se Massimo Rossi fa una lista da solo, io che lo conosco bene da tempo, gli ho promesso che mi impegnerò con lui, pur di impedire a certi personaggi di fare quello che vogliono».

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