SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un occhio in più per vigilare sul funzionamento della sanità pubblica al Madonna del Soccorso. L’associazione Cittadinanzattiva e l’Azienda Sanitaria Zona 12 hanno firmato un protocollo d’intesa per migliorare la collaborazione nei processi decisionali e nella tutela dei diritti dei cittadini utenti.
L’accordo prevede l’organizzazione di incontri pubblici annuali fra amministratori e cittadini, l’assegnazione di spazi a Cittadinanzattiva all’interno dell’ospedale dove raccogliere segnalazioni su eventuali disservizi, il diritto all’informazione dei volontari dell’associazione, il diritto alle ispezioni nel rispetto del diritto alla riservatezza.
L’obiettivo è raggiungere il miglior livello possibile di umanizzazione e personalizzazione dei servizi.
Il monitoraggio di Cittadinanzattiva sarà fatto tramite osservazione diretta e questionari distribuiti ai pazienti, sull’esempio dell’indagine compiuta recentemente in Radiologia e Sala Gessi. La direzione della Zona 12 si impegna a mettere a disposizione dati statistici, informazioni sugli indicatori di qualità raggiunti in base alle direttive del Ministero della Sanità, informazioni chiare ai cittadini sui servizi erogati, rendere pubblici i recapiti di Cittadinanzattiva nei presidi sanitari.
Inoltre si è impegnata a istituire una corsia preferenziale per Cittadinanzattiva affinché sia ricevuta con la massima tempestività dai responsabili sanitari nel caso di problematiche serie e urgenti.
Alla firma del protocollo hanno partecipato il direttore amministrativo dell’ospedale Massimo Esposito e il team di Cittadinanzattiva composto da Patrizia Logiacco (coordinatrice locale), Ginevra Pezzuoli (Rete “Procuratore dei Cittadini”), Giuseppe Greco (coordinatore del Tribunale per i diritti del Malato), Grazia Grillo (rete “Giustizia per i diritti”).
La sede del Tribunale per i diritti del malato si trova nell’ex plesso di Pediatria, è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10:30 alle 12, grazie a volontari come Mirella Abbondi.
LA POLEMICA CON IL COMUNE Intanto la Logiacco apre una polemica con il Comune di San Benedetto, accusato di non coinvolgere il movimento di difesa dei consumatori e degli utenti pubblici, negli incontri istituzionali. «Il comma 461 della Finanziaria 2007 obbliga le amministrazioni pubbliche a prevedere la presenza dei rappresentanti dei consumatori. Abbiamo fatto richiesta ad aprile 2008, ma non è stata mai vagliata. L’abbiamo inviata al sindaco e a tutti gli assessori. Il presidente del Consiglio comunale aveva preso l’impegno di adempiere, ma fino ad oggi c’è stato solo silenzio».

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