SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ma perché non arriva più per posta? Io sono tre mesi che non lo ricevo» Oppure: «Il Bum? Ah sì, me ne ero quasi dimenticato. Ma esiste ancora?». Queste alcune delle osservazioni che molti cittadini fanno riguardo alla distribuzione del Bollettino Ufficiale Municipale (Bum) che, di regola, dovrebbe essere recapitato presso ogni casella postale della città.
Il consigliere di opposizione Bruno Gabrielli, che al riguardo intende presentare una interrogazione al prossimo Consiglio Comunale, elenca alcuni antefatti. Poste Italiane non si occupa più della distribuzione del Bollettino perché l’Amministrazione ha ritenuto opportuno affidarla ad una ditta di Bologna, la “One-Post SpA”, con un contratto di tre mesi poi prorogato fino al 31 dicembre 2008. Prezzo pagato dal Comune: 775 euro mensili per un servizio con modalità Door to Door.
Mentre, con determina comunale numero 82 del 20 gennaio 2009, si paventa la possibilità di affidare in house la raccolta pubblicitaria sull’opuscolo alla Multiservizi, una volta estinto il contratto (prorogato per tre mesi fino a marzo) con la “S.R. Comunications srl” di San Benedetto che, per questo compito, paga al Comune 16.771 euro annuali.

Per quanto riguarda la ditta distributrice romagnola, doveva effettuare la consegna con il sistema del “porta a porta” evitando, come specificato nella normativa del contratto, la collocazione dei Bollettini nelle cassette condominiali riservate alla pubblicità.

«Il risultato è che sempre più cittadini – commenta Gabrielli – hanno lamentato di non aver ricevuto da mesi l’opuscolo. Non solo. Ma uno dei maggiori clienti che fanno pubblicità sul Bum ha scritto una lettera di formali proteste alla società incaricata».

Per cui l’esponente di minoranza si chiede, visto che il contratto della ditta distributrice è scaduto il 31 dicembre, chi si occupa della attuale distribuzione? «Come mai l’amministrazione comunale non si è mai degnata di controllare l’efficacia del servizio fornito dalla ditta appaltatrice per la consegna? La Multiservizi ha i requisiti tecnici necessari per effettuare la raccolta pubblicitaria?».

Essendo la stessa una partecipata, è tenuta a pagare l’ammontare fin qui corrisposto dalla “Sr Comunications”? «Invece dell’affidamento “in house” (diretto), non sarebbe stato meglio indire una nuova gara di appalto per poter usufruire di quei 17 mila euro (o forse più) che, coi tempi che corrono, non sono certo da buttare via?».

Aggiunge Gabrielli: «Lo stesso dirigente del Settore per l’Innovazione Massimo Carloni ha di recente espresso perplessità sulle capacità della Multiservizi di poter espletare al meglio il nuovo compito che, con ogni probabilità, sarà assegnato a quest’ultima»

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