SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I fatti sono ormai noti. Nelle prime ore del pomeriggio di sabato 24 gennaio due coppie sono entrate nel negozio di fiori “Blooming” in via Mare a Porto D’Ascoli e mentre i due uomini distraevano la proprietaria, Patrizia Morelli, con l’intento di voler fare degli acquisti, le donne si sono intrufolate nel retrobottega con l’intento di derubare.

La manovra non è sfuggita all’esercente del locale che ha reagito. Una volta scoperti i quattro si sono dati alla fuga asportando la borsa della Morelli con all’interno l’incasso del giorno precedente. Non senza averla prima strattonata tanto da farla cadere per terra con successiva rottura di una protesi dentaria.

Gli uomini dell’Arma dei Carabinieri sono tutt’ora alla ricerca dei quattro e già si pensa  che siano stati raccolti elementi validi alla loro identificazione. Ma il fatto ha destato una grande impressione specie tra i colleghi della fioraia che anche loro hanno delle attività nella zona. Come tiene a precisare Domenica Di Sotto, del negozio “Mini Gioie” al numero 222 di via Mare: «Intanto esprimo tutta la mia solidarietà alla collega. Chi come noi svolge un’attività a contatto con la gente è potenzialmente soggetta a questo tipo di pericolo. Ma la cosa grave è che di solito, atti come questi, sono ristretti a tipologie ben definite come banche o gioiellerie. Se ora viene derubato anche un esercizio come quello in oggetto viene da chiedersi: chi sarà il prossimo?».

Il timore che a questo punto, nessuno possa sentirsi al sicuro, è sempre più diffuso. Come sottolineano Davide Palanca e Lara Bernardini, rispettivamente co-proprietario e barista del caffè “Rivazzurra” al numero 191 di via Mare: «Preoccupa la reazione violenta che c’è stata. Chi ha un bar è forse meno soggetto ad atti criminosi del genere in quanto il locale è sempre molto frequentato. Ma resta il fatto che è stato compiuto in pieno giorno ed in una tra le vie più frequentate della città. Forse occorre aumentare la presenza o i turni di vigilanza di Vigili Urbani e Agenti di Quartiere in alcune zone della città ritenute più “sensibili” delle altre. Ci sentiamo vicini alla nostra collega».

Il disagio è tangibile anche perché potrebbe essere il pericoloso inizio di una escalation che coinvolga qualsiasi fascia di locali, come rileva Laura Veccia del negozio di ottica situato al 179 di via Mare: «Esprimo tutta la mia vicinanza alla collega. Dopo un fatto del genere nessuno si sente più sicuro. Certo, di scippi ne succedono in tutti i negozi ma non in quelle modalità violente come è successo alla nostra collega. Di questo passo non ci vuole molto ad arrivare ai livelli di pericolosità fino a ieri riservati solo alle gioiellerie e tabaccherie».

Gli fa eco Antonietta Gaetani, gestrice del negozio di regali “Danian” ubicata al 196 di via Mare: «Intanto voglio precisare che purtroppo questi sono episodi diffusi. Ed io ne so qualcosa. In 29 anni di attività sono stata derubata ben tre volte e sempre con le identiche modalità di quelle accadute di recente. Uno mi distraeva mentre l’altro rubava dal retrobottega la borsa con documenti e contanti. Solo che, il più delle volte, ci si accorge del fatto quando è troppo tardi. In questo caso la mia collega è stata molto coraggiosa perché non si sa mai come si comportano. Questa volta si sono limitati a strattonare ma sarebbe potuta andare anche peggio».

Altra preoccupazione la evidenzia Daniele Paci del negozio di calzature “Loggi” situato poco lontano da quello dell’accaduto al numero 146: «Hanno chiaramente approfittato del fatto che a quell’ora, verso le 15,30 del pomeriggio, molte altre attività non avevano ancora riaperto i battenti. Ma ciò non vuol dire che l’atto non sia altrettanto grave essendo stato perpetrato in pieno giorno. Forse occorre una maggiore presenza di Vigili e Poliziotti o Carabinieri di Quartiere, peraltro già in attività nella zona. Esprimo la mia solidarietà alla signora».

Tra i negozi più frequentati della zona c’è quello di abbigliamento “Hole 23” dove la dipendente Betta Mazza precisa: «Bisogna che si faccia qualcosa prima che il fenomeno, purtroppo molto più frequente di quanto si creda, cresca fino a diventare di una violenza tale da mettere in pericolo l’incolumità di chi lavora. E questo è compito delle Istituzioni preposte. Non possiamo di certo iniziare a barricarci dentro come sono costretti a fare gioiellerie e negozi di oggetti preziosi o di alto valore. E quando parlo di sicurezza non mi riferisco solamente al personale ma anche agli stessi clienti che possono trovarsi nel posto e momento sbagliati. Ci sentiamo vicini alla collega in questo momento difficile»

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