SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Forse non sarà il solito Sanremo, almeno per due buone ragioni. La partecipazione di Povia e degli Afterhours sta già scuotendo il mondo dell’informazione che esprime pareri o riporta giudizi pro e contro gli artisti in questione.

Per la formazione di Manuel Agnelli, sicuramente la rock band italiana più apprezzata degli ultimi quindici anni e da sempre avanguardia della musica indipedente, la canzone “Il paese reale” rappresenta il tramite per entrare nel carrozzone dell’Ariston. Povia invece torna, e lo fa sfoderando un colpo importante, un brano che ha già diviso l’opinione pubblica a partire dallo stesso titolo: “Luca era gay”.

Non se l’aspettavano i fan più convinti dello storica band del rock indie italiano, attiva da 20 anni, con centinaia di concerti sulle spalle, dischi ottimi e presenza anche all’estero e negli States. Dopo “I milanesi ammazzano il sabato” prodotto dalla Universal, nono album considerando i primi due degli esordi in lingua inglese Agnelli & Co. decidono per un passo che molti hanno commentato come la fine della creatività per il gruppo veterano della scena alternative italiana.

Povia invece si lancia in un’avventura che sta facendo parlare molti. A torto o a ragione, l’artista ha avuto fegato a presentare una canzone con un titolo del genere, che racconta una storia al contrario, ispirata alla vicenda di un personaggio reale e vivente.

Da una parte la scelta musicale per gli Afterhours, dall’altra Povia per il testo stanno dando una spintarella al Sanremo che onestamente ci aveva lasciato indifferenti negli ultimi anni.

Dopo il 17 febbraio in ogni caso sapremo se la partecipazione della band al Festival e la canzone di Povia avranno centrato l’obiettivo.

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