ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dell’assessore provinciale Olimpia Gobbi.
Carissime, carissimi,

sono convinta che la sottoscrizione del documento“Per la continuità del progetto di sviluppo avviato dall’Amministrazione guidata da Massimo Rossi” ci renda vicini e che, pur nella pluralità delle nostre storie, faccia di noi una comunità. Per questo vorrei farvi parte di alcuni miei pensieri, interrogativi ed esperienze.

È vero o no che alla base dei contesti e delle loro qualità ci sono le persone? E che anche chi ha un ruolo pubblico (professionale, politico o amministrativo) è una persona? E che le persone vivono di relazioni e di esperienze le quali, solo se narrate anche negli aspetti più profondi, possono diventare patrimonio comune ed accrescere la reciproca consapevolezza?

Io credo che sia vero. Per tutti; ma in particolare per chi partecipa ai processi decisionali di rilevanza pubblica, dove, oltre a perseguire risultati, si praticano metodi in grado di far arretrare o far crescere le pratiche democratiche.

Ecco, dunque, perché mi racconto.

Lo faccio concentrandomi su una vicenda che ha profondamente modificato la mia percezione del territorio e di una parte di chi lo rappresenta e lo amministra: mi riferisco al percorso relativo all’approvazione degli atti per la divisione della Provincia (beni e personale). Su di me, cittadina attiva ma senza precedenti esperienze politico-amministrative, esso ha avuto l’impatto dirompente di un inatteso viaggio d’iniziazione nel buio della foresta, è stata l’immersione nel ventre truce della politica malintesa. Non perché, quasi adolescente ingenua, mi trovassi per la prima volta ad entrare nella giungla, ma perché le precedenti esperienze di vita della mia pur avanzata maturità mi avevano fatto pensare che i problemi della politica, nel nostro territorio, fossero gravi ma ancora nei limiti della risolvibilità.

Questa vicenda, invece, mi ha reso visibili pratiche irrimediabilmente degradate che si fondano su una comunicazione disinvolta e demagogica, volta a semplificare in modo strumentale questioni tecnicamente articolate, rispetto alle quali è difficile (se non impossibile) per l’opinione pubblica farsi un convincimento critico in mancanza della conoscenza diretta dell’intero quadro dei dati, dei problemi e delle soluzioni (e forse proprio per questo scelte come campo di scontro).

Questa vicenda, inoltre, mi ha provato che le persone che hanno deciso di utilizzare tale strategia di falsa rappresentazione non possono essere ricondotte ad un rapporto più rispettoso dei contenuti e dei cittadini da alcun legittimo mezzo:

né dalla “verità” delle leggi: la provincia di Fermo è stata istituita nel 2004 con una legge dello Stato e l’eventuale sua sospensione può essere disposta solo dallo Stato; falsamente si è fatto credere che la sua nascita dipendesse dall’approvazione degli atti di divisione da parte della giunta provinciale;

né dalla partecipazione: gli atti approvati dalla giunta sono l’esito del lavoro politico di 2 consigli provinciali in seduta ordinaria; 3 consigli provinciali in seduta aperta; 23 sedute della VII Commissione consiliare ad hoc; 10 sedute della I commissione consiliare; 15 sedute operative della “Commissione paritetica” con rappresentanza dei sindaci dell’Ascolano e del Fermano; convegno pubblico appositamente tenuto a Porto San Giorgio il 3 giugno 2005; sito internet dedicato nell’ambito del quale sono state rilasciate 877 password per l’accesso ai dati; gli assessori del Pd che non hanno votato gli atti hanno dichiarato che essi sono stati elaborati con superficialità e frettolosamente.

né dai dati: l’operazione di divisione del patrimonio non comporta per l’Ascolano alcun significativo esborso di somme di denaro. Falsamente si è fatto credere che si sarebbero dovuti versare 15 milioni di euro. L’operazione complessiva di divisione dei beni e del personale non comporta nessun ingessamento del bilancio della futura provincia di Ascoli. La minore consistenza del saldo fra entrate ed uscite nell’Ascolano rispetto al Fermano è conseguenza dei maggiori investimenti storicamente fatti nell’Ascolano (Consorzi musicali “Vivaldi” e “Spontini”, Consorzio Universitario Piceno, Consorzio turistico Monti Gemelli, etc) a fronte di entrate che dovranno ripartirsi fra le due nuove Province. Falsamente si sta facendo credere che tale minore saldo sia dovuto ai criteri di divisione.

né dalla bontà delle soluzioni: le risorse per ridurre l’impatto sociale del trasferimento del personale sono state reperite con una operazione di rinegoziazione di alcuni mutui, frutto di una lunga e dedicata trattativa, andata a buon fine proprio per l’eccezionalità della condizione del territorio. Si fa credere invece che le risorse siano state sottratte alle progettualità ordinarie dell’ente.

Dinanzi a ciò mi chiedo: raccontare, come ho provato a fare, raccontarci (dentro e fuori i partiti), raccontarci in tanti, può essere un modo per rinsaldare i legami di fiducia fra noi e con il futuro? Può essere un mezzo per acquisire consapevolezza e modificare i comportamenti ed il senso della politica?

Scambiamoci idee ed opinioni sul sito www.conmassimorossi.it.

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