SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non può piovere per sempre, avevamo scritto ieri, nella speranza che la Samb interrompesse la serie infinita di partite negative consecutive (sei). Al Riviera, invece, è piovuto davvero, fin dalle prime ore della mattinata, rendendo il campo pesante quanto, invece, era chiaro e trasparente il gioco dei rossoblu.
Che segnano quattro reti in una sola partita (tante quante realizzate nella precedente gestione tecnica al Riviera delle Palme: come spesso il calcio dimostra, i cambi di panchina non sono inutili). Anche se in difesa si balla (Caccavale è cresciuto nella ripresa, assieme a Bonfanti, soprattutto grazie all’arretramento di Palladini, imbattibile come mediano basso così come, nella prima frazione, nel ruolo di centrocampista avanzato), e la Samb è lì lì per soccombere dopo l’1-2 di Gerardi, ci pensano i “vecchietti” Palladini e Cammarata, sul finire di tempo, a suonare la carica.
Vedere giocare Ottavio con il numero 10 e aprire spazi nella difesa ospite è davvero un piacere, così come quando riesce a prendersi il rigore che varrà il 2-2. E Cammarata dispensa giocate semplici ma sempre efficaci, da vero attaccante, come credevamo, davvero, che qui a San Benedetto non si potesse più vedere.
Sono così Cammarata (due gol e un rigore procurato, poi sbagliato da Carozza) e Palladini (che si procura il rigore del 2-2) a raddrizzare una partita che sembrava, anche questa stregata. Nella ripresa, poi, Palladini cambia di ruolo con Carozza, e a quel punto blinda la difesa, in grave difficoltà nel primo tempo e invece solidissima, con tanto di copertura, nella seconda frazione. Ferrini, in tuffo, completa l’opera, e riscatta una settimana difficile culminata con l’esclusione di domenica scorsa.
Mister D’Adderio ci ha messo sicuramente del suo: sul campo pesante, già dai primi minuti, la manovra rossoblu fluiva come da tempo non si vedeva, con puntuali inserimenti dei terzini Sirignano e Tinazzi, e un 4-4-2 (con centrocampo a rombo), e finalmente due attaccanti di ruolo, uno rapido (Titone, finalmente impiegato nel suo vero ruolo, e non ha demeritato) e l’altro potente (Cammarata).
Sono arrivati così 4 gol, alcuni di pregevole fattura (il primo di Cammarata dopo bell’azione di Palladini e Titone, e quello di Sirignano, con un pregevole pallonetto, appena dopo il rigore sbagliato da Carozza), tanti quanti segnati nelle precedenti partite casalinghe. Un segno di discontinuità evidente dovuto sia al nuovo mister ma anche ai nuovi innesti, in particolare, oltre al già citato Cammarata, di un altro pianeta, anche Sirignano e, in parte Carozza (bello il suo assist per il gol di Ferrini).
Certo, adesso, dopo la sosta del 1° febbraio, occorrerà valutare bene l’evoluzione del calciomercato (Dazzi non vuole restare come riserva di Marconato? Moi e Morini rischiano di partire?) e soprattutto rimboccarsi le maniche perché la strada della salvezza è ancora lunga.
Un’ultima postilla sulla gestione Piccioni che tanti strascichi ha lasciato nella Samb: è ovvio che l’allenatore di San Benedetto abbia tante scusanti, prima fra tutte quella di non aver avuto a disposizione una punta di ruolo per quasi tutto il girone di andata (ma qui le responsabilità sono anche sue, oltre che di Natali). Ma nel calcio gli esoneri o le dimissioni non rappresentano nulla di traumatico per cui non devono arrivare dopo sei sconfitte consecutive. Già dopo la debacle interna con il Pro Patria, la situazione sembrava compromessa, e adesso recuperare sembra impossibile. Ma questo è il passato: si spera che il futuro non sia peggiore.

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