SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Dal mese di ottobre è iniziato un lento ma inesorabile stillicidio di tifosi allo stadio. In particolar modo nei settori della Curva Sud e Tribuna est. Ad essere buoni potremmo dire che in parte è dovuto al fatto che quella frangia di affezionati “normali”, che poi sono la maggioranza, si sono fatti scoraggiare dalle nuove norme sull’acquisto dei biglietti. Ma solo in parte.
Gli altri, quelli che compongono da sempre lo “zoccolo duro” resistevano. Fino a metà novembre. Poi anche loro hanno iniziato a disertare. Ma attenzione. Non è stata la defezione di una partita. Di colpo, sono scomparsi e basta. Se si chiede loro perché hanno smesso di andare allo stadio, invece di rispondere in modo rabbioso, elencando tutta una serie di motivi, fanno spallucce. E quelle “spallucce” fanno paura. Brutto segno.
Una volta, quando si spargeva la voce dell’arrivo di un nuovo acquisto, l’orario della presentazione in sala stampa si diffondeva come un baleno in città e tanti tifosi che aspettavano i giornalisti per avere notizie di prima mano o reclamavano il diritto ad essere presenti. L’altro giorno ne sono stati presentati tre in un colpo solo. Ai cancelli non c’era anima viva. Ne abbiamo chiesto i motivi al presidente rossoblu:
Presidente, non pensa sia giunto il momento di far qualcosa per ricucire lo “strappo” con i tifosi?
«Io non mi sono mai opposto ad un incontro con la tifoseria. E questo penso di averlo dichiarato in varie occasioni. Ma con chi parliamo? Se si presenta un gruppo di persone che si qualifica come rappresentanti della tifoseria io sono ben lieto di parlare e discutere con loro. Ma, per ovvie ragioni pratiche, non posso dialogare con tutti (i giornali però essitono proprio per questo motivo. ndd)»
Sembra che un sistema, però, la società lo abbia comunque trovato quando si era in campagna abbonamenti…
«Bisogna distinguere, quella era una operazione di marketing. Ma io, per la veste che ricopro, non posso certo mettermi a fare tre-quattromila telefonate per contattare chiunque. Per me tutte le iniziative che possano portare ad un chiarimento, se occorre, sono valide. Non mi sogno neanche di rifiutare un confronto. Ma ad oggi nessuno ha espresso il desiderio diretto di avere un colloquio»
Forse perché non lo ha cercato…
«Sfido chiunque a dimostrare pubblicamente che io abbia espresso il desiderio di non volermi confrontare con i tifosi. Solo che, in alcuni episodi, all’uscita della macchina qualcuno ha offeso a muso duro sia me che la mia famiglia senza tanti riguardi. Allora capisce che, in quei frangenti, forse è più saggio defilarsi e lasciare che gli animi si calmino»
Si continua a parlare dell’ombra di Pieroni dietro alla Samb
«Sinceramente non so più cosa devo fare per convincere la stampa e con essa l’opinione pubblica per assicurare che il signore in questione, che tra l’altro si sente molto assillato da questa faccenda, non c’entra assolutamente nulla con la gestione della Samb. Provo a ripeterlo per l’ennesima volta. Non c’è nessun Pieroni che muove le fila dietro alle quinte. Gli sforzi che stiamo facendo in questo calcio mercato d’inverno provengono tutti dalle nostre casse. Magari ci fosse qualcuno a darci una mano. Sempre in modo serio e con fatti concreti, si intende»
Come mai si è atteso così tanto nell’esonerare Piccioni quando Gleran, tanto per fare un esempio, si è visto recapitare il benservito dopo due sole sconfitte consecutive?
«E’ stata una scelta. E siccome siamo persone umane, qualche volta ci si azzecca e altre no. Intanto colgo l’occasione e ringrazio Enrico Piccioni per la serietà e l’onestà profusa nel periodo che ha lavorato per noi. Il nostro rapporto è stato sempre improntato alla massima correttezza e stima reciproca. Pensavamo che, con l’innesto di giocatori nuovi e l’aumento dell’organico, le cose cambiassero. Poi, di fronte all’evidenza dei numeri, ci siamo comportati di conseguenza»
Vuol dire qualcosa ai tifosi?
«Che sono sempre aperto a un confronto civile e non penso ci sia un presidente di qualsiasi squadra di calcio che non voglia avere un rapporto cordiale e di collaborazione con i propri tifosi. Poi voglio dire che la nostra attività sul mercato possa testimoniare il fatto che ci stiamo dando da fare in modo fattivo per cercare di fare gli sforzi necessari per uscire da una situazione dovuta anche in parte a certi nostri errori. D’altra parte mi auguro che i tifosi capiscano lo sforzo e ci diano la spinta decisiva per uscire da questo momento difficile».

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