SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa sta succedendo al pavimento sul quale insiste l’attraversamento pedonale di via Gramsci nel punto di intersezione con viale Moretti, di lato al bar “Florian” ?

Se lo chiedono molti cittadini che, giornalmente, si trovano ad attraversarlo. In diversi punti le mattonelle di porfido si stanno sollevando dal suolo mentre in altri si notano strani rigonfiamenti del selciato. Circa un anno fa furono fatti dei lavori per ristrutturare la  moltitudine di sottoservizi che, proprio in quel tratto, attraversano il camminamento.

La causa è forse da ricercare nella fretta con la quale sono stati eseguiti i lavori, visto il bisogno impellente di restituire nel più breve tempo possibile ai cittadini il sempre affollato passaggio? Oppure, qualche conduttura mal sigillata, ha favorito infiltrazioni nel terreno provocando rigonfiamenti ed affossamenti?

Ad intervenire sulla questione, in modo “trasversalmente politico” è Giovanni Poli, ex assessore ai Lavori Pubblici della gestione Martinelli: «Ad onor del vero penso che le cause del problema non riguardino in alcun modo la quantità e qualità dei lavori di ristrutturazione fatti a suo tempo. Lo sbriciolamento del selciato e la discontinuità del percorso è dovuto semplicemente all’usura provocata dal continuo attraversamento di mezzi pesanti ed automobili».

Ma allora, perché non usare altro materiale? Anche qui Poli precisa:«Non si poteva fare diversamente visto che altrimenti si sarebbe rotta la discontinuità estetica della riqualificazione. E’ solo un problema di manutenzione».

La tenuta di materiali impiegati in diversi arredi cittadini, sta suscitando sempre maggiori perplessità. Un altro esempio lampante è dato dalle piastrelle che fanno da base al marciapiede ovest di Viale De Gasperi, specie nell’ultimo tratto iniziando dal bar “Four Roses” in direzione nord-sud.

Qui molte frazioni del rivestimento presentano malformazioni porose sempre più evidenti e in alcune parti si intravedono crepe e spaccature. Eppure non si può certo parlare di “traffico pesante”. Da tenere ben presente che l’opera non ha neanche tre anni di vita.

L’attraversamento pedonale di viale Secondo Moretti fu realizzato sotto l’amministrazione Perazzoli, circa 12 anni. Per lavori del genere, non sono certo tempi biblici. Trattandosi di opere pubbliche, una volta ultimate, sono fatte per durare negli anni a venire in termini molto più lunghi di quelli che si sono verificati in entrambi gli esempi riportati.

Il materiale adoperato non è congruo al risultato desiderato? Oppure c’è stato qualche altro errore?

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