ASCOLI PICENO – “Fermiamo la strage! Rompiamo il silenzio dell’Italia!”, il motto dell’incontro che si è tenuto sabato 17 gennaio ad Assisi, a cui hanno partecipato la Provincia di Ascoli Piceno, con diverse associazioni, come Tavola della Pace, Acli, Agesci, Arci, Coordinamento degli enti locali, Cisl, Pax Christi, Cgil, Libera e molte ancora.

L’incontro di riflessione, confronto e proposta “Cosa possiamo fare per mettere fine a questa tragedia? In che modo vogliamo impegnarci per costruire pace e giustizia in Medio Oriente?” ha portato diverse voci in campo.

Verità che molti già conoscono, ma che rimane pur sempre inquietante, è quella del giornalista Beppe Giulietti, che ha detto: «le nostre Tv non prendono tutte le immagini del circuito televisivo internazionale: è in atto una censura».

Flavio Lotti, coordinatore della Tavola per la Pace ha affermato che «occorre una terza forza che sappia imporre la mediazione. L’Onu e l’Europa garantiscano la sicurezza di israeliani e palestinesi. E Gerusalemme, città di pace, diventi la sede delle Nazioni Unite».

Tra i presenti anche Massimo D’Alema: «Questo è l’unico paese dov’è in corso una feroce campagna giustificazioni sta della guerra e dei suoi eccessi», mentre Fausto Bertinotti rammenta i pretesti che Israele ha sempre trovato per non negoziare: o i palestinesi erano falchi o troppo deboli. Interviene anche un rappresentante dell’Associazione di amicizia Italia-Israele di Perugia, che (tra qualche fischio zittito dalla folla) chiede due stati per i due popoli, ma esorta a capire l’angoscia di Israele circondata da nazioni nemiche.

Per gli organizzatori ed i partecipanti una cosa è certa: inaccettabile è la guerra scatenata da Israele contro Gaza. Inaccettabile è l’assedio israeliano della Striscia di Gaza, le violenze, le umiliazioni e le immense sofferenze quotidiane inflitte ai palestinesi e la costante violazione dei fondamentali diritti umani.

«Dobbiamo uscire dalla cultura della guerra – si conclude – E’ vecchia e fallimentare. Nessuna guerra ha mai messo fine alle guerre».

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