SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cambio di rotta nel percorso verso l’elaborazione del nuovo Piano Regolatore generale. L’amministrazione comunale e l’Ufficio di Piano hanno scelto di non attendere l’approvazione della nuova legge urbanistica regionale e puntare su un elaborato tecnico di tipo più tradizionale, pur non rinunciando a introdurre criteri definiti innovativi nel campo della perequazione, delle verifiche di impatto ambientale e del risparmio energetico applicato all’edilizia. Un’idea di sviluppo urbanistico, s’intende, che si presume diverso dall’elaborato presentato dal professor Bellagamba durante l’amministrazione Martinelli, poi messo in un cassetto dall’amministrazione Gaspari con motivazioni tecniche.

Lo si apprende direttamente dalla consulente incaricata per il nuovo Prg, l’architetto Luigina Zazio. «Entro l’inizio dell’estate l’ufficio di Piano del Comune conta di mettere a disposizione della maggioranza una bozza di Prg. Poi tutto dipenderà dalle valutazioni dell’amministrazione e del Consiglio comunale».

L’impostazione che era stata scelta fin dai primi mesi del suo incarico, già nel primo anno di amministrazione Gaspari, era quella di adottare un piano strutturale di fondo e un piano operativo o piano urbanistico “del sindaco”, con una durata e una pianificazione ridotta negli anni.
Questa impostazione avrebbe per certi versi anticipato le linee tecniche contenute nella nuova legge regionale, almeno nella proposta di legge fatta dalla giunta regionale a marzo del 2007 e ancora al vaglio della commissione Urbanistica. Ad Ancona, però, l’analisi del testo di legge è ferma ancora ai primi articoli. Nel frattempo dopo il rimpasto operato dal governatore Spacca l’assessore all’Urbanistica Loredana Pistelli è stata rimpiazzata dal nuovo assessore Lidio Rocchi.

Stando a quanto emerge, pare che le quattro Province marchigiane abbiano espresso delle perplessità perché sembra che il nuovo testo di legge depotenzi il loro potere di controllo nei confronti dei piani regolatori approvati dai Comuni.

Una norma che viene discussa e contestata, ad esempio, è contenuta nel Piano territoriale di coordinamento (Ptc) approvato nel 2007 dalla Provincia di Ascoli.
L’architetto Zazio espone così la sua contestazione di merito alla norma, che prevede che i Comuni costieri del Piceno non possano variare le destinazioni urbanistiche di una parte superiore al 10% del proprio territorio. «La ritengo una norma basata su un valore numerico astratto, che non dimostra gli effettivi fabbisogni di ogni Comune. Ci può essere chi per il proprio sviluppo ha bisogno di variare il 5% delle destinazioni urbanistiche, chi il 15%».

Riguardo alle linee generali del suo Prg, la Zazio poi ribadisce: «Non sarà una variante generale basata sul consumo di nuovo territorio, ma sulla riqualificazione del patrimonio urbanistico ed edilizio esistente».

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