GROTTAMMARE – «Il bilancio comunale è inquadrato in una situazione molto chiara, che prevede una capacità minore di introito da parte dell’ente, data dalla crisi economica e dai tagli della Finanziaria».
È l’introduzione al bilancio di previsione 2009, presentato in comune sabato 17 gennaio, direttamente dal sindaco Luigi Merli, in cui ampia parte è stata dedicata ai buoni mensa.
Un aumento, ricordiamo, che ha visto passare un blocchetto di buoni mensa da 50 a 70 euro, dal 1 gennaio 2009.
«L’adeguamento dei costi – prosegue Merli – ci ha imposto l’aumento dei prezzi individuali, quindi mensa e asilo nido». Una parentesi è stata aperta riguardo a quest’ultimo, aperto solo da due anni e quindi ancora in fase di rodaggio.
Qualche numero: i due incrementi, mensa (+1 euro a pasto) e asilo nido (+20%) permetteranno al Comune un’entrata di 80 mila euro. All’anno vengono erogati circa 50 mila pasti ed il costo complessivo è di 583 mila euro, di cui il 42% è coperto dalle entrate, il resto viene dal bilancio comunale. Il costo di ogni singolo pasto, media matematica fra il costo della mensa interna e di quella esterna (in catering) è di 6,9 euro, mentre un buono pasto con l’aumento viene pagato dal genitore 3,50 euro.
«Le polemiche che sono scattate a fronte di questi aumenti – spiega il sindaco – sono pressochè inutili, converrebbero polemiche più intelligenti. Perché se noi come ente abbiamo dei tagli, dobbiamo far comunque quadrare i conti del bilancio. E dire che non pensiamo alle famiglie bisognose è una bufala: infatti, tramite il “controllo di gestione”, i soldi che dovrebbero entrare nelle casse per la mensa ci sono tutti, ma per le famiglie veramente bisognose, pagano i servizi sociali».
E perché l’aumento non ha toccato il trasporto scolastico? «Grottammare è una cittadina a macchia di leopardo, è così e non possiamo farci niente, ci sono agglomerati vari di case, anche lontano dal centro, e diverse scuole. Quelle case, per essere costruite, hanno avuto la nostra autorizzazione, per questo non ci sembra giusto aumentare questo servizio», spiega il Sindaco.
Probabilmente ciò che ha scatenato la diatriba è una comunicazione che ha visto a settembre il Comune che assicurava prezzi bloccati, e a gennaio gli aumenti: «Noi non potevamo saperlo – ci spiega il sindaco Merli – a settembre non volevamo portare di certo aumenti».

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