SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Terza morte nel giro di appena due settimane in Riviera che si aggiunge a quelle relative a due incidenti stradali. Anche se le circostanze sono del tutto diverse. Il tragico evento si è verificato verso le 10,30 di sabato 17 gennaio in Via del Lavoro a Porto d’Ascoli, una parallela di via Pasubio direzione est, subito dopo il passaggio a livello.

La vittima è una donna di origini cinesi. Nella mattinata una volante della squadra Mobile di Teramo si è recata nella palazzina dove, al primo piano, si trova un laboratorio tessile gestito da una cittadina cinese per l’acquisizione di documentazione relativa ad accertamenti di polizia giudiziaria.

Mentre si stavano effettuando i relativi controlli gli agenti si accorgevano che all’interno vi erano altre persone della stessa cittadinanza e ne pretendevano i documenti per l’identificazione. A questo punto uno di loro, in preda ad una forte agitazione, cercava di fare presente che, nel capannone a fianco, peraltro disabitato, era successo qualcosa.

Una volta penetrati all’interno della struttura gli agenti notavano per terra il corpo ormai esanime di una donna cinese sulla trentina. Mentre dal tetto in eternit alto circa sette metri c’era un ampio squarcio. Da alcune testimonianze sembra che la giovane, forse intimorita dalla presenza delle Forze dell’Ordine, abbia cercato una fuga disperata uscendo da una botola che dà sul tetto della palazzina e qui, da una altezza di circa un metro e mezzo, abbia provato a saltare sul quello del capannone che non ha retto all’urto.

Sul posto accorreva anche in aiuto una volante del locale Commissariato di Polizia con alla guida il responsabile Marco Fischetto. Con lui sopraggiungeva anche il medico legale Claudio Cacaci. Dalle prime risultanze sembra che l’opificio fosse regolarmente autorizzato così come le documentazioni di soggiorni degli occupanti.

La salma è stata messa a disposizione delle Autorità inquirenti mentre proseguono le indagini per la sua identificazione. Il capannone è stato posto sotto sequestro giudiziario. L’opera investigativa per appurare le reali modalità dell’incidente sono attualmente al vaglio della Squadra Mobile di Ascoli Piceno e Teramo coordinate dalla Procura di Ascoli Piceno sotto la direzione del P.M. Adriano Crincoli.

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