SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Progetto Casa, entro fine gennaio saranno pubblicati i bandi per gli immobili di proprietà privata (qui tutti i dettagli).
All’ordine del giorno c’è l’ultimo decreto correttivo emanato dallo Stato per adeguare i codici sugli appalti alle direttive europee. Per quanto riguarda le opere di utilità pubblica, infatti, queste nuove regole prescrivono l’uso di procedure di evidenza pubblica anche nel caso di intervento a carico dei privati. Servirebbero procedure di appalto, dunque, anche per fare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria (fogne, o aree verdi, o marciapiedi) nell’ambito di una lottizzazione privata.
Lo spirito della norma, fatta per tutelare la libera concorrenza sui mercati, è interpretabile. Per dare la massima pubblicità ai bandi, il Comune li pubblicherà sulla Gazzetta ufficiale europea. In quella sede, verrà ribadito che l’impresa privata interessata ai bandi del Progetto Casa potrà avvalersi di soggetti terzi per l’attuazione dei lavori.

Stando a quanto sostengono il consulente urbanistico del Comune, l’architetto Luigina Zazio, e il dirigente del settore Appalti Roberto De Berardinis, questa forma di pubblicazione garantirebbe in modo sufficiente lo spirito di apertura al mercato contenuto nella direttiva europea. E lo farebbe a monte del procedimento, in modo che viene definito chiaro, al riparo da impugnazioni legali future.

«Ci muoviamo in una zona vergine», ha dichiarato la Zazio dopo l’incontro di venerdì fra il sindaco Gaspari, l’Ufficio di Piano, le associazioni di categoria del settore edile (Confindustria, Cna, Confartigianato, Confapi, cooperative edili).
Il recepimento di questa direttiva potrebbe portare a dei rallentamenti nell’iter? Dalle parti di viale De Gasperi sperano di no.

Gaspari sostiene: «Vogliamo correre ma non inciampare, perchè non vogliamo trovarci a dover ripartire da zero. Vogliamo patti chiari con tutti, per questo abbiamo fatto questo incontro. Dall’ufficio Urbanistico della Provincia ci hanno assicurato il massimo impegno nel ridurre al minimo i tempi di attesa per l’approvazione dei bandi che sottoporremo alla loro osservazione».

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