SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Organizzare l’attività portuale e assicurare uno sviluppo dei settori economici coinvolti: commercio, servizi ai passeggeri, cantieristica, pesca, turismo e diporto. È questo lo scopo della proposta del Piano regionale dei porti, adottata dalla Regione Marche. Una pianificazione che permetterà ai comuni costieri interessati di avviare i lavori di ampliamento e ristrutturazione. Al porto di San Benedetto verranno stanziati 45 milioni di euro.

Sulla base delle previsioni regionali e delle prospettive di sviluppo locali, è stato stimato un investimento pluriennale di 660 milioni di euro, da reperire tra fondi pubblici e privati (concessioni demaniali per strutture specialistiche: nautica da diporto, cantieristica, pesca, commercio, servizi ai passeggeri). Sono stimati anche 17 milioni destinati a punti di ormeggio lungo la costa. Si prevede, inoltre, di elevare a 9.500, gli attuali 5.500 posti barca da diporto esistenti.

Il Piano regionale dei porti è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale del 16 gennaio. Da questa data parte il termine di 60 giorni entro il quale i sindaci dei comuni costieri e gli altri soggetti interessati possono trasmettere, alla Regione, eventuali osservazioni scritte. Dopo ulteriori 60 giorni per le contro deduzioni, la proposta di Piano verrà inviata in Consiglio regionale per l’approvazione da parte dell’assemblea.

L’assessore regionale Lidio Rocchi afferma: «A seguito dello sviluppo delle attività marittime, è avvenuto un cambiamento della situazione di mercato che ha imposto, per alcuni porti, notevoli opere di ampliamento e ristrutturazione delle infrastrutture a servizio delle esigenze commerciali, dei passeggeri, della pesca, della cantieristica, del turismo e del diporto. È proprio nel settore della nautica che si sono manifestati i processi di trasformazione più rapidi, con incremento dei posti barca. Il Piano regionale intende ordinare l’intera materia con una corretta e unitaria pianificazione del territorio, in modo da offrire una piattaforma programmatica che assicuri uno sviluppo sostenibile dei settori coinvolti».

I porti marchigiani di interesse regionale sono otto: Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, Numana, Civitanova Marche, Porto San Giorgio, San Benedetto del Tronto. Lo Stato ha competenze sugli scali di Ancona (difesa militare e Autorità portuale), Pesaro e San Benedetto del Tronto, anche se questi ultimi due sono destinati a divenire di esclusiva autorità della Regione (legge 84/94).

Questa la ripartizione della spesa pluriennale, per singolo porto, una volta reperiti i fondi pubblici e privati necessari: Pesaro, 60 milioni; Fano, 40 milioni; Senigallia, 25 milioni; Ancona, 400 milioni (comprensivi delle difese esterne e dei collegamenti ferroviari e stradali); Numana, 20 milioni; Civitanova Marche, 38 milioni, Porto San Giorgio, 15 milioni; San Benedetto del Tronto 45 milioni. Sono stimati anche 17 milioni destinati a punti di ormeggio lungo la costa. Si prevede, inoltre, di elevare a 9.500, gli attuali 5.500 posti barca da diporto esistenti.

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