SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa può fare un Comune per fronteggiare le nuove povertà, derivanti dal carovita, dalla crisi economica globale e dalla chiusura delle aziende? Se ne parlerà sabato all’auditorium comunale in un convegno promosso dall’assessore alle Politiche della Città solidale Loredana Emili. L’ospite d’onore sarà il deputato dell’Unione di Centro Savino Pezzotta.
Presentando l’iniziativa, la Emili ha parlato di alcune misure che il Comune e gli enti locali sovraordinati stanno mettendo in cantiere.
Alcuni dati preoccupano. Secondo il Centro per l’Impiego, dal 2005 è aumentato il valore assoluto degli inoccupati (coloro che non hanno mai avuto un lavoro) e dei disoccupati. Dalle 3206 unità del 2005 alle 4801 unità del 2007 (4716 i disoccupati), passando per le 3643 del 2006. Nel 2007, sul totale dei disoccupati, il 58% è di sesso femminile. La percentuale più alta (il 27%) riguarda persone con età superiore ai 45 anni. Un dato che inquieta.
Il lavoro stagionale nel settore turistico è un punto di appiglio, questo è vero. Ma la crisi si sente, eccome.

«Il Piano Casa che stiamo facendo partire vuole dare una risposta all’emergenza abitativa e a un mercato immobiliare fermo, in cui i prezzi tuttora alti allontanano le giovani famiglie da San Benedetto. Su iniziativa dell’assessore provinciale Mandozzi – continua la Emili – stiamo verificando inoltre se c’è la sostenibilità economica nel nostro Comune per garantire buoni mensa scolastici gratuiti per le famiglie con genitori che hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione».

Poi c’è il fondo regionale per la non autosufficienza, che prevede assegni di cura di 250 euro mensili per le famiglie con determinate categorie di reddito Isee con anziani non autosufficienti a carico. «Le famiglie con i requisiti Isee potranno riceverli anche in presenza di indennità di accompagnamento. Per il nostro Ambito Sociale Territoriale dovrebbe arrivare un milione di euro dalla Regione. Si tratta di una importante boccata d’ossigeno per le famiglie e per i Comuni, dato che le residenze per anziani sono piene».

Facendo una riflessione politica, l’assessore ai servizi sociali aggiunge: «Non basta pensare a redistribuire la ricchezza. Prima occorre produrla, un Comune può e deve agire in questo senso. Il Piano di Spiaggia che vogliamo portare avanti può creare lavoro, perché facilitando una apertura degli stabilimenti balneari oltre i tre mesi canonici si crea fabbisogno di lavoro, anche se stagionale».

LA CRISI ECONOMICA
Sta aumentando la dimensione della fascia sociale dei cosiddetti nuovi poveri. Su di loro deve concentrarsi l’attenzione degli enti locali: «Stiamo registrando una crescita costante delle domande di contributi per il pagamento degli affitti (493, 439 delle quali accettate) e delle domande dalle famiglie monogenitoriali con figli a carico. La realtà dei non abbienti è in crescita, la meritoria risposta degli enti di volontariato come la Caritas non è sufficiente. Qui non si parla di tossicodipendenti, clochard, insomma di quelle persone abituate alla povertà, se così si può dire. Si parla di famiglie che fino a ieri vivevano nel benessere e oggi, nella migliore delle ipotesi, faticano a pagare in ritardo le rate dei mutui».
Nuove povertà, nuove azioni da parte del Comune. Oltre al dibattito e alla riflessione (al convegno sono stati invitati esponenti del mondo bancario, dei sindacati, della Camera di Commercio, della Confindustria) è tempo di azione. La Emili annuncia la nascita di un gruppo di lavoro composto anche da esponenti delle università locali per tenere d’occhio gli sviluppi della crisi economica globale nel Piceno e creare proposte e indicazioni per lo Stato e la Regione.

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