SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il nuovo Piano Spiaggia allo studio dell’amministrazione comunale riconoscerà in maniera esplicita la dignità di “Centro storico del mare” agli stabilimenti balneari nella prima parte del lungomare nord, dall’Albula fino all’incirca alla concessione numero 20 (includendo anche la numero 29, il “Sud Est”).
Stiamo parlando delle cosiddette pertinenze demaniali. Chalet edificati subito dopo la guerra, che sorgono su spazi di proprietà del Demanio dello Stato. A causa di questa caratteristica, e per il loro valore architettonico e storico, vigono regolamenti differenti rispetto alle altre concessioni balneari sambenedettesi.
Nella proposta illustrata mercoledì alla commissione Urbanistica dai tecnici del Comune, emerge che l’amministrazione comunale vuole concedere ai titolari degli chalet storici la possibilità di adeguare le dimensioni e i volumi dei manufatti alle normative igieniche e agli indici previsti dal piano regolatore. Perciò renderebbe possibile ampliamenti volumetrici, ristrutturazioni, spostamenti di volumi nati come superfetazioni architettoniche, inserimenti di superfici ombreggianti stagionali nelle concessioni (l’ultima proposta prevede una estensione massima pari al 6% della concessione), inserimenti di portici o logge e passerelle di collegamento.
Ogni chalet farà caso a parte. Il Comune ribadirà quali sono gli elementi architettonici da salvaguardare e chiederà ai concessionari una precisa valutazione paesistica.
NORMATIVE IGIENICHE Per la legge l’altezza per i soffitti dei bar deve essere di tre metri. In molti chalet sambenedettesi invece arriva a due metri e 40 centimetri. Gli aumenti di volume saranno dunque funzionali a regolamentare queste situazioni. Dopo la verifica degli indici volumetrici per ogni chalet, potrà scattare la concessione di un aumento volumetrico fino all’indice di 0,10 metri cubo su metro quadro previsto dalla norma del piano regolatore.

Scatteranno deroghe per quegli stabilimenti (ad esempio “Da Luigi”) costruiti su due piani, dove portare i bar all’altezza di legge di tre metri non è possibile perché si rovinerebbe una struttura da tutelare.

LE TRE CATEGORIE DI CHALET STORICI Ogni chalet storico ha una casistica differente. Il Comune ne ha definito tre.
La concessione di aumenti volumetrici sarà prevista per gli stabilimenti che hanno mantenuto sufficienti caratteri tipologici degli anni ’50 e ’60, quando nacque il “centro storico del mare” prendendo il posto delle precarie strutture in legno che si osservano nelle foto d’epoca anteguerra. Ecco quali sono: il “Bacio dell’Onda”, “Da Luigi”, “Antares”, “La conchiglia”, “Da Andrea”, “Miramare”, “La serenella”, “Sud Est”.
Ci sono poi gli chalet storici che sono di fatto già troppo grandi e che non hanno possibilità di ampliamento perché superano gli indici del Prg: “Kon Tiki”, “La Medusa”, “Lo Zodiaco”, “Lido del Militare”.
Infine ci sono gli chalet che hanno subito nel tempo una profonda ristrutturazione e non hanno più le caratteristiche architettoniche degli stabilimenti anni ’50 e ’60: “Da Federico” (“Insomnia”-”Pao”), “Il Pescatore”, “Lido del Pescatore”, “La Croisette”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.822 volte, 1 oggi)