TERAMO – Valutare lo stato di vulnerabilità di chiese, edifici e monumenti in caso di eventi calamitosi e progettare la messa in sicurezza dei beni che essi contengono: è stata questa l’attività di sei volontari del Servizio Civile che per un anno – da dicembre 2007 a dicembre 2008 – sono stati impegnati in un censimento dei beni culturali dislocati nel territorio del Comune di Teramo. Il progetto, promosso dalla Provincia, ha permesso di censire oltre un migliaio di opere e beni dislocati in 21 edifici diversi e di redigere quasi 700 schede tecniche.

Due gli obiettivi specifici che ci si è prefissi di raggiungere: predisporre gli strumenti conoscitivi per gli eventuali interventi di salvaguardia delle opere e in generale dei beni mobili storico-artistici presenti negli edifici; coordinare tale piano con gli strumenti di pianificazione della protezione civile.
Il progetto è stato suddiviso in diverse fasi. In una prima fase è stata curata la formazione dei volontari; in una seconda fase si è proceduto alla ricognizione dei beni architettonici presenti nel territorio individuando, mediante la sovrapposizione delle carte tematiche di protezione civile, la pericolosità dei siti; la terza fase è servita all’elaborazione di schede sui beni mobili da utilizzare in caso di intervento urgente su edifici colpiti da eventi calamitosi; nella quarta fase si è individuato l’ordine di priorità da seguire in fase di emergenza.

«Siamo felici di vedere compiuto un progetto per il quale sono intervenute, in uno sforzo corale, diverse professionalità – ha affermato l’assessore alla cultura Rosanna Di Liberatore -. Per ora il censimento ha riguardato solo il comune capoluogo, ma auspico che si possa ampliare presto anche al resto della provincia».

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