SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sta per partire il primo step del Piano Casa, il cui atto di indirizzo è stato approvato dal Consiglio comunale nello scorso mese di settembre.
Entro fine gennaio il Comune emanerà i bandi pubblici riguardanti il recupero di immobili di proprietà privata, da parte di imprese private.
Agli avvisi pubblici parteciperanno le imprese edili interessate a mettere in atto un Pru (Piano di Riqualificazione Urbana) compiendo lavori a proprio carico, anche in variante al Prg vigente, su edifici fatiscenti, dismessi o abbandonati da almeno un anno. Il Comune con questa modalità di contrattazione con il privato conta di ottenere una nuova disponibilità di appartamenti, che poi userà per dare una cura all’emergenza abitativa. In sostanza, ne gestirà l’affitto ai cittadini bisognosi, proponendo dei prezzi calmierati rispetto al mercato.
Il sindaco Giovanni Gaspari ha presentato così questa fase del Piano Casa, un documento politico e una strategia urbanistica sulla quale punta molto: «Con l’impegno dell’Ufficio di Piano e del professor Lorenzotti, che proviene dall’ufficio legale delle Regione Marche, contiamo di rendere pubblici i bandi entro gennaio. Poi ci sarà il periodo di prassi per la consegna delle osservazioni, per le valutazioni da parte del Comune e le verifiche finali da parte della Provincia. Se non avremo intoppi, entro settembre potranno partire i piani di riqualificazione urbana». Venerdì prossimo, intanto, è previsto un incontro in Comune fra il sindaco, Confindustria settore edile, Confartigianato e Cna.
Nel frattempo il panorama legislativo e normativo è cangiante. Una direttiva europea, una volta recepita, afferma Gaspari, comporterà delle modifiche sulla legge Merloni per gli appalti, in particolare riguardo alle opere come marciapiedi e verde attrezzato che i concessionari edilizi realizzano per il Comune a parziale scomputo degli oneri di urbanizzazione. Pare che questa norma comporti la necessità anche per il privato di far precedere l’effettuazione di questi lavori da delle gare d’appalto, nello spirito di tutelare al massimo il diritto alla concorrenza libera nella Ue.
In Comune la normativa non fa fare salti d’entusiasmo.
Intanto rimane in sospeso la seconda parte del Progetto Casa, quella riguardante le proprietà comunali in condizioni di fatiscenza. Anche da esse, mediante bandi pubblici e Piani Pru presentati dai costruttori, il Comune conta di ottenere appartamenti da vendere o affittare a prezzi calmierati.
Fra le zone indicate dal Progetto Casa, ce ne sono di importanti. Rileviamo fra gli altri la zona dell’ex fornace Cerboni e il poliambulatorio Asl di via Romagna.

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