SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il mercatino coperto situato al numero 100 B di Viale De Gasperi ha bisogno urgente di essere riportato in condizioni presentabili. Si vende frutta, verdura, vino, pesce, c’è un supermercato, insomma potrebbe essere un bel piccolo centro commerciale, oltre tutto in una zona centralissima. E invece le pareti dall’intonaco scrostato e coperte da graffiti si estendono per tutto il perimetro del caseggiato. Agli ingressi dei lati est ed ovest due piccole pinete spelacchiate con arbusti morenti e panchine ormai inservibili danno un triste benvenuto ai clienti.

Nella parte ovest il terreno è reso impraticabile per la presenza di ampie buche mentre l’annessa area verde, per metà allagata, è stata fino a poco tempo fa ritrovo notturno di tossicomani, come testimoniavano le numerose siringhe che spesso facevano bella mostra di sé nel terreno o sulle panche.

Gli esercenti denunciano il fatto di essere sottoposti, specie nel periodo estivo, a numerosi e ripetuti furti. Le riparazioni sono fatte con una certa celerità tuttavia non riescono a stare dietro ai numerosi buchi che, uno dopo l’altro, si aprono sul tetto. «Ci troviamo bene in questo posto – fa presente un’esercente del posto – lo dimostra l’ultimo arrivato che è qui da circa otto anni. Il giro di clienti, anche se sensibilmente diminuito, ci rende ancora soddisfatti. Chiediamo solo che sia ripristinato il servizio di pulizie, che sia dato l’intonaco alle pareti e siano installate delle porte così che d’inverno i nostri clienti non abbiano a gelare».

In un vicino spiazzo, da più di un anno l’amministrazione comunale ha manifestato l’intenzione di realizzare un parcheggio sotterraneo. Si è parlato anche della tipologia più moderna di parcheggi sotterranei, quelli a silos.
Il problema della facciata esterna, anche se non il più serio, è sicuramente quello che salta per primo agli occhi dei passanti. Le pareti dall’intonaco cadente e sporco non sono un bel biglietto da visita. L’intero caseggiato ha un aspetto desolato e del tutto anonimo per l’assoluta mancanza di un’insegna. Tra gli esercenti di lungo corso l’amarezza è tanta: «Il mercatino è un pezzo della nostra città e mi piange il cuore a vederlo ridotto in queste condizioni. Noi negozianti e clienti siamo ormai come una sola famiglia e mentre fanno spesa ci si racconta le proprie storie di famiglia. E’ uno dei pochi centri d’acquisti dove si conserva ancora il clima di una volta».

Mentre una impiegata che lavora presso un negozio di generi alimentari rileva: «Purtroppo passando di qui, se non si è a conoscenza che dentro ci sono dei negozi, la gente è portata a pensare che si tratti di un vecchio hangar abbandonato». Una cassiera del piccolo supermercato asserisce: «E’ uno dei piccoli centri commerciali che hanno resistito all’assalto della grande distribuzione per merito di noi esercenti che abbiamo fatto del contatto umano con i clienti la nostra carta vincente. Ma l’edificio sta accusando il peso degli anni».

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