SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Enrico Piccioni, poco prima dell’inizio della partita, ha avuto un leggero malessere dovuto all’attacco influenzale che lo ha costretto a disertare l’incontro. Enzo Scarpantoni, team manager e allenatore in seconda chiamato a sostituirlo, ha la faccia tirata e lo sguardo di chi vorrebbe essere da tutt’altra parte.

Ma non ci sta a sentirsi dire che la squadra ha evidenziato preoccupanti lacune di gioco: «Allora ditemi di chi sono state le occasioni più pericolose nel primo tempo e se, a mezz’ora dalla fine eravamo sotto di tre gol. Il fatto è che abbiamo giocato alla pari contro una squadra che in classifica ci distanziava di dodici lunghezze».

Poi, incalzato dalla domanda se lui e Piccioni ritengano di riscuotere ancora la fiducia della società, non certo quella dei tifosi, sbotta: «Ma questo non è di certo un problema. Io posso solo parlare a titolo personale e dico che non ho nessuna difficoltà a farmi da parte se è questo che si vuole».

Sull’episodio del gol non riesce a capacitarsi di come possa essere successo: «Era una normale azione di disimpegno quando ho visto il pallone piombare improvvisamente di nuovo nella nostra area. Il resto lo conoscete. E’ stato uno di quei colpi di sfortuna che possono capitare a qualsiasi squadra, solo che oggi purtroppo è toccato a noi».

Sul perchè, in un modulo schierato con un 4-4-2 a rombo, si sia schierato Titone anzichè Olivieri dietro alle punte precisa: «Nikola Olivieri, così come Ottavio Palladini, viene da un attacco influenzale. Difatti il secondo è dovuto restare in tribuna mentre il primo è dovuto rimanere in panchina perchè non in condizioni ottimali».

Egidio Notaristefano, l’allenatore del Novara, ha difficoltà a nascondere la soddisfazione per un risultato che, tutto sommato, va anche largo alla compagine piemontese. Non fosse altro per come è scaturito: un mezzo regalo della difesa rossoblu: «Siamo stati cinici e spietati. Lo ammetto. D’altronde, se si vogliono mantenere certi livelli, non si deve mai abbassare la guardia e saper sfruttare in pieno tutte le occasioni che si possano presentare. Come, appunto, l’episodio del gol dove abbiamo saputo approfittare di uno dei pochi momenti di distrazione della squadra avversaria».

Anche quando si tratta di dare un giudizio complessivo sulla partita è molto pragmatico:« Non è stato un incontro di quelli da ricordare. Venivamo da una lunga pausa nella quale c’era il pericolo che qualche riflesso si fosse appannato ma, fortunatamente, siamo andati quasi aldilà delle nostre aspettative. Comunque voglio rimarcare che, prima dell’episodio del goal che ci ha dato la vittoria, siamo riusciti ad impegnare il portiere avversario in alcune parate di rilievo. E se Rubino avesse avuto un pò più di forza nei suoi tiri forse staremmo a commentare un’altro risultato».

Nel dare un giudizio sulla Samb cerca di usare molta diplomazia ma si vede lontano un miglio che fa uno sforzo non indifferente per trovarvi degli spunti positivi: «Alla vigilia ero molto preoccupato per questo incontro anche se, in casi del genere, dopo una pausa così lunga sono le squadre che hanno più bisogno di fare punti quelle più a rischio. Comunque ho visto una Samb con ottimi giovani elementi e che, con l’innesto dei tre arrivi, potrà sicuramente fare meglio».

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