SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Fabrizio Cammarata, facendo fede alla sua filosofia di vita, commenta la partita con il sorriso sulle labbra. Anche se l’espressione è più dettata dal bisogno di trovare la forza per spiegare l’ennesima sconfitta della sua nuova squadra che con quest’ultima fanno cinque di fila.

Esordio amaro il suo, che l’attaccante cerca di stemperare come può: «Certo il risultato è quello che è. Eppure posso dire che non mi sembra abbiamo disputato una gara completamente fallimentare. Difatti per tre quarti di gara siamo riusciti a tenere testa ad una signora squadra che sta lottando per la promozione. Poi siamo stati ingiustamente puniti da un episodio sfortunato che ci ha un pò tagliato le gambe».

Mentre sulla sua intesa con Renan Pippi puntualizza: «Visto che era la prima partita ufficiale direi che è stata discreta. Ma è ancora presto per poter dare un giudizio. Dobbiamo trovare il tempo per aggiustare certi automatismi. Sono contento dell’apprezzamento del pubblico per la mia prestazione ma vi dico che avrei senz’altro preferito giocare malissimo purchè la squadra portasse a casa un risultato positivo».

Alla domanda se, dopo una stagione, quella del 2008, dove non è stato molto prolifico, crede di poter invertire la tendenza rileva: «Spero proprio. Fino a quando farò parte di questa squadra cercherò di dare il massimo per poter aiutare i miei compagni a risalire la china. Per il resto posso dire che vengo da una squadra dove non ho avuto molto spazio. In più sono stato anche afflitto da alcuni acciacchi».

E per quanto riguarda il fatto che tra lui ed il suo compagno di reparto si sia notato qualche accentramento di troppo replica: «Essendo io e Pippi due prime punte ed attaccanti di ruolo la cosa è quasi fisiologica. Comunque tendo a ribadire il mio rammarico per questa ennesima sconfitta. Ora bisognerà rimboccarsi le maniche e pensare in modo positivo altrimenti, se ci lasciamo andare, non si va da nessuna parte».

Lo sguardo di Ciro Sirignano è un pò perso nel vuoto. Il suo esordio, oltre che sfortunato, è coinciso con un vero e proprio black-out dell’intero reparto difensivo che proprio lui è stato chiamato a rinforzare: «Dovevamo essere molto più concentrati e lottare fino alla fine. Difatti, fino a che non abbiamo perso la testa, siamo riusciti a tenere il campo alla pari contro la forte avversaria. Peccato perchè se fosse finita in parità  non avremmo rubato nulla. Non dimentichiamoci che anche noi abbiamo avuto le nostre belle occasioni».

La mancanza di partite nelle gambe si è fatta però sentire tanto che, ad un certo punto lo si è visto accasciarsi a terra: «Erano solamente crampi. Ma, con quel freddo, dopo un pò ho chiesto io stesso di essere sostituito perchè altrimenti, giocando in quelle condizioni si rischiava uno strappo muscolare».

Poi, non può fare a meno di tornare sulla partita ed aggiunge: «Ci è mancata la cattiveria necessaria. Quando si gioca con squadre di quel livello ci vuole una grande dose di determinazione. Noi ce l’abbiamo messa tutta ma forse oggi dovevamo dare quel qualcosa in più che non è arrivato. Peccato perchè un risultato positivo ci avrebbe dato la possibilità di affrontare il prossimo impegno con un pò più di serenità e lavorare in clima più rilassato».

Cristian Bertani sembra quasi impacciato ed imbarazzato nell’analizzare una partita che, se il Novara avesse pareggiato, non si sarebbe di certo gridato allo scandalo. E’ toccato proprio a lui sfatare la tradizione della squadra piemontese negli incontri disputati fin qui contro la Samb: «Sì, devo ammettere che la Samb mi porta bene visto che non è la prima volta che riesco a fare centro contro i rossoblù. La rete è tanto più importante se si tiene conto che di solito, fuori casa, riusciamo a creare una gran mole di gioco non sempre premiata dai risultati. Oggi ci è andata meglio del solito».

Da giocatore con molto senso dell’etica non esita ad ammettere che, nell’episodio del goal, una grosso contributo lo abbia dato la difesa avversaria: «Sicuramente è un episodio che è andato a nostro favore e siamo stati bravi ad approfittarne. Ma non ho nessuna difficoltà ad ammettere che se la partita fosse terminata con un pareggio non ci sarebbe stato nulla da recriminare, ma così va il calcio».

Poi, chiamato a dare un giudizio sulla prestazione dell’avversario, se la cava con una buona dose di fair-play: «A me la Samb non è sembrata così disastrata. Non penso che la compagine rossoblù abbia molti demeriti. E’ chiaro che in una piazza passionale si pretendano risultati ma bisogna anche saper soffrire quando è il caso. Per il resto vedo un campionato molto equilibrato senza squadre leader. Secondo me alla fine vincerà chi riuscirà ad essere il più continuo».

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