SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta da Italo Bollettini, storico esponente della sinistra sambenedettese, tesserato del Pd, che sulla movimentata situazione del Partito Democratico a livello locale e nei rapporti con il sindaco e l’amministrazione comunale esprime queste idee.

“COSTRUIRE IL PARTITO DEMOCRATICO

In una riunione della mia sezione del Pd ho sollevato obiezioni e critiche sul funzionamento del partito e dell’Amministrazione Comunale. L’ho fatto in modo agitato e forse anche poco chiaro, ma non si può essere freddi e razionali quando ti senti dentro ribollire la rabbia del vedere disperdersi un patrimonio fatto di sacrifici e d’impegno. Non sono stato il solo a sollevare critiche e sollecitazioni per la maggiore partecipazione e vita democratica, per discussioni approfondite sui problemi della città e su come affrontarli. Il segretario Gregori mi ha definito un provocatore. Ha interpretato il mio malessere come una provocazione, ma anche gli altri che erano intervenuti in modo critico erano dei provocatori? Anche la dottoressa Palma Del Zompo? Anche l’Assessore Emili che ha abbandonato in segno di protesta una riunione della giunta? Anche i cinque consiglieri comunali che minacciano di fare un proprio gruppo? Anche gli altri consiglieri di maggioranza che non hanno firmato il documento, ma sono ugualmente critici? E tutti quelli della Margherita e dei Ds che non hanno preso la tessera del Pd…anche loro sono dei provocatori?

Il malessere che lealmente si manifesta non è la malattia, è il sintomo. La malattia è che non riusciamo (o non vogliamo) fare il Pd! E questo è un errore, un errore grave che ha conseguenze pesanti sul basso consenso dell’Amministrazione.

Il mio malessere (e quello degli altri) nasce dalla necessità di un cambiamento nella direzione politica e di stile nell’amministrazione, perché possa nascere il Pd come grande partito popolare, democratico e partecipato.

Non è una provocazione, ma un’urgente necessità”.

Italo Bollettini

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