GROTTAMMARE – «Con l’occasione, il Comune comunica la conferma di tutti i servizi attivi nel passato: mensa, scuolabus, assistenza all’entrata e all’uscita dalle lezioni, oltre alle attività pomeridiane delle ludoteche cittadine. Il costo dei buoni pasto e dello scuolabus come ormai da svariati anni è immutato»: così era scritto nel numero di settembre di Grottammare Informa, il Bollettino di informazione municipale recapitato a tutte le famiglie.

E proprio alcune di loro, di fronte all’aumento dei buoni pasto da 50 a 70 euro – giustificato dall’amministrazione a causa dei tagli alla Finanziaria – ci hanno segnalato l’incongruenza tra quanto scritto a settembre e quanto realizzato a gennaio. Certo, di mezzo c’è appunto la Finanziaria, ma anche alcune spese comunali che non tutti i cittadini hanno gradito, alla barba dei tagli.
«Mensa scolastica: 50 euro il blocchetto da 20 buoni pasto, per il secondo figlio in poi il costo è ridotto alla metà», continuamo a leggere. Ma a Grottammare, adesso, i genitori sono infuriati. Come dare loro torto?

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 558 volte, 1 oggi)