TERAMO – Maxisequestro di beni nel teramano di beni per oltre 10 milioni di euro. L’operazione “Nomadi” portata avanti dai Carabinieri del Ros ha portato dopo mesi di complesse indagini patrimoniali e finanziarie al sequestro di beni immobili tutti appartenenti alla famiglia nomade del clan Di Rocco. L’ingente patrimonio era costituito da una villa a Giulianova, da 14 appartamenti e diverse villette a schiera, da una pizzeria a Porto S.Elpidio, da un pub e un negozio a Martinsicuro oltre che da numerose auto di lusso e conti correnti bancari e postali.

L’autorizzazione al sequestro è stata emessa dal Tribunale di Teramo su richiesta della locale Procura della repubblica. Il provvedimento è stato emanato nei confronti di 16 appartenenti al clan Di Rocco, riconducibile a capostipite Fiorello Di Rocco, alla moglie Clorinda Ciarelli e al relativo nucleo familiare.

Secondo l’accusa il clan controllava le società che gestivano le attività commerciali, avendo rilevato nel corso degli anni buona parte delle quote. Sequestrati anche tre grossi appezzamenti di terreno tra Giulianova e Martinsicuro, tutte  edificabili e quindi di notevole valore. In base alle accuse il clan investiva in beni i proventi derivanti da un vasto giro di usura e di spaccio di stupefacenti.

Nel corso delle indagini è stato riscontrato che gli immobili erano intestati ad insospettabili prestanome, mentre negli ultimi tempi le quote più consistenti delle società venivano intestate alle donne della famiglia. Il capo clan Fiorello Di Rocco, 62 anni considerato uno dei capi della comunità rom di Giulianova è stato arrestato nella sua abitazione dai Carabinieri che sono giunti nelle prime ore di giovedì 8 gennaio. Oltre 200 gli agenti impiegati nell’operazione, guidati dal luogotenente Antonio Di Longo: un intero quartiere di Giulianova è sto presidiato per ore dalle forze dell’ordine ch hanno provveduto anche a perquisire diversi immobili.

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