dal settimanale Riviera Oggi numero 755 del 9 dicembre 2008

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In occasione del bilancio partecipato al quartiere Agraria, abbiamo incontrato il neopresidente Jonni Perozzi, entusiasta di questo nuovo incarico nonostante i suoi già numerosi impegni. Jonni ha 32 anni ed è costretto sulla sedia a rotelle da quando a 14 anni ha avuto un grave incidente stradale con il motorino. Oggi Jonni è Responsabile familiare dell’Associazione Vittime della strada ed è stato nominato testimonial per la sicurezza stradale dal ministro per la Gioventù Giorgia Meloni. Inoltre, dopo la laurea in giurisprudenza, lavora presso uno studio legale, è borsista presso la Banca Picena Truentina e per finire fa molto volontariato sia in parrocchia che presso la Caritas diocesana.
Lei è davvero pieno di impegni, come riesce a conciliare anche questo nuovo incarico?
«In effetti non è facile gestire tutto, ma è una cosa in cui credo e voglio farcela. In realtà mi sono sempre interessato ai problemi del mio quartiere ma adesso ho voluto giocare in prima persona, soprattutto per un motivo: quello delle barriere architettoniche. Con questo incarico sono più vicino all’Amministrazione comunale e posso portare avanti la mia battaglia. A San Benedetto ci sono circa duemila persone sulla sedia a rotelle, ma quante ne vedete a spasso? Poche. Credete che a noi faccia piacere stare in casa? No, il fatto è che i disabili non escono perché San Benedetto non è accessibile».
L’Agraria è un quartiere in crescita sia dal punto di vista residenziale che commerciale, ci sono tante giovani famiglie e bambini, è un notevole cambiamento per un quartiere che è nato con una connotazione artigianale…
«Sì, in effetti sta cambiando la tipologia di residenti ed è per questo che l’Amministrazione comunale ha aperto qui il nuovo asilo nido, la ludoteca, la palestra, il polo delle associazioni culturali. Ma non basta. L’asilo nido ad esempio ha solo 25 posti, pochissimi rispetto al numero di bambini residenti. È un servizio che va sicuramente ampliato. Si deve lavorare ancora molto in questa zona».
Quali sono le priorità per il quartiere?
«Sicuramente c’è la manutenzione ordinaria che non va tralasciata. Mi riferisco all’illuminazione che in alcuni punti è carente, all’asfalto rovinato, alla pulizia delle strade. La Picena Ambiente e la Multiservizi devono essere più presenti. Per quanto riguarda le opere straordinarie invece l’Amministrazione ha detto che potevamo indicare un paio di priorità e con il direttivo si pensava che l’intervento più urgente fosse la riqualificazione di via Val Tiberina, sia perché basta un acquazzone per allagarla, sia perché ci sono seri problemi di viabilità».
Che soluzione avete proposto?
«Per quanto riguarda l’acqua c’è un progetto per fare una rotatoria all’incrocio con la SS16 e in quell’occasione verranno probabilmente poste due pompe con due raccoglitori. Mentre per quello che concerne la viabilità il problema è più spinoso, in quanto c’è stato un aumento di traffico pesante negli ultimi anni, a causa della creazione di nuove fabbriche. È stato proposto di realizzare uno sbocco nella parte ovest della via, dove la strada è chiusa. Speriamo che il problema possa essere risolto perché quella via sta diventando invivibile».
Altre situazioni da sanare?
«C’è la zona Peep SS. Annunziata. Lì non c’è segnaletica e ci sono situazioni da completare visto che si tratta di una zona recentissima. E poi occorre sicuramente trovare una soluzione per il fiume Tronto. Qui i residenti vivono con il terrore di una nuova esondazione. C’è chi sostiene che occorre allargare e ripulire la foce del fiume, altri vogliono fermamente un sottopasso in via Brodolini per smaltire le acque di forti tempeste ed eventuali inondazioni. Sono stati stanziati dei soldi, ma il progetto è ancora molto astratto. A fine 2009 invece probabilmente inizieranno i lavori per il sottopasso in via Pasubio in modo che non si formino più code al passaggio a livello. Se ne parla da anni e forse ora finalmente ci siamo».
Cosa vuole dire ai residenti del suo quartiere per concludere?
«Io ci metto davvero tanto impegno perché credo in quello che faccio e desidero davvero poter fare qualcosa per cambiare le cose. Spero che ci sia la volontà di tutti a sostenermi e ad accompagnarmi».

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